Oggi, 1 gennaio 2024, la nostra Costituzione compie 76 anni.
Purtroppo non gode di buona salute. Molti dei suoi principi sono stati traditi o abbandonati:
- La sovranità appartiene sempre meno al popolo, grazie a trent’anni di leggi elettorali che vengono pensate per non farci scegliere più liberamente i nostri rappresentanti, ma anche grazie alla rinuncia, da parte del popolo, di esercitare la sovranità che gli appartiene.
- L’Italia è sempre meno fondata sul lavoro e sempre più sullo sfruttamento dei lavoratori, ai quali non è neanche riconosciuto un salario minimo dignitoso, né una decorosa pensione dopo aver lavorato fino ai 67 anni.
- Le discriminazioni in base a genere, religione e provenienza sono sempre più evidenti, come ci ricordano i femminicidi, le differenze salariali fra uomini e donne, le discriminazioni per i nuovi italiani, giunti qui da noi per sfuggire alla miseria o alla guerra, e invece dell’accoglienza promessa trovano dei centri di detenzione oppure, dopo aver preso la nostra cittadinanza, si sentono dire da un sindaco ignorante che non sono degni di stare in piazza con la bandiera italiana e rivendicare i diritti degli altri italiani.
- La salute, la cui tutela è un diritto costituzionalmente garantito a tutti e sul tutto il territorio, sta diventando sempre più un affare per aziende che sulla sanità hanno costruito imperi economici, grazie a governi che hanno ridotto al collasso il sistema sanitario pubblico.
- La scuola, un tempo strumento per la promozione sociale dei cittadini, sta diventando un centro di addestramento al lavoro e di diffusione dell’ignoranza invece che della cultura.
- La libertà di stampa è sempre più compromessa da leggi bavaglio e da gestioni dell’editoria, sia su carta stampata che sugli altri media, che fanno propaganda invece che informazione. E le poche voci libere sono sempre più attaccate e isolate, come ci dimostrano gli attacchi a programmi televisivi o a giornali che continuano a denunciare e smascherare ciò che va denunciato e smascherato.
- La politica estera dell’Italia negli anni ’70, pur senza mettere in discussione l’appartenenza al mondo occidentale, sapeva farsi portatrice di pace e di stabilità nelle relazioni fra i popoli, portata avanti da uomini politici di grande statura, che non avevano paura di difendere la nostra sovranità. Adesso è ridotta, al punto di farci apparire, palesemente, come il fedele cane da guardia degli interessi USA nel mediterraneo, calpestando il “ripudio della guerra” di cui parla la nostra Costituzione.
- La stessa unità della Repubblica è seriamente messa in pericolo da politiche che da trent’anni cercano di dividere il paese fra Nord e Sud. E’ una divisione che già esiste se si guarda alle differenza in scuola, sanità, lavoro, trasporti fra Nord e Sud, ma che, se dovesse andare in porto la legge sull’autonomia differenziata, sarebbe addirittura sancita in modo definitivo.
Potrei continuare a lungo, parlando di ambiente, di ruolo dello stato nell’indirizzare l’economia, di autonomia del Parlamento e della Magistratura, ma è evidente che la nostra Costituzione è stata pesantemente attaccata in questi ultimi 30 anni, da tanti punti di vista. Eppure i suoi principi sono tutt’ora validi, sono fra i più avanzati al mondo. E allora perché restano inapplicati? Chi ha tradito la Costituzione?
La risposta è amara. Siamo stati proprio noi, i cittadini italiani, ad aver tradito la nostra Costituzione. Quei principi, scritti dopo una sanguinosa guerra di liberazione, erano il patto che avrebbe dovuto garantire la nostra convivenza libera, democratica, prospera. Ma quel patto richiedeva l’impegno e la partecipazione costante di tutti noi. La Costituzione ci garantiva i nostri diritti inviolabili, ma ci chiedeva anche di difenderli. Lo dice chiaramente l’articolo 2:
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Quanti di noi possono dire, onestamente, di aver rispettato quel patto? Quanti possono dire di averne compreso il significato?
Buon compleanno Costituzione, spero che tu possa tornare forte come un tempo, spero che gli italiani trovino il coraggio di tornare a difenderti.
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