Con il permesso del Sindaco di Portalbera, il dott. Maurizio Gramegna, pubblico il suo bell’intervento alla commemorazione per il 25 Aprile
Buongiorno a tutti e grazie per la Vostra presenza nonostante il periodo festivo che motiva anche la chiusura delle scuole, e quindi la mancata presenza di una loro rappresentanza ufficiale, … anche se vedo molti ragazzi che ringrazio.
Oggi celebriamo la ricorrenza degli 80 anni della Liberazione dal nazi-fascismo, quindi la Libertà riconquistata da un Popolo che era stato assoggettato ad una totale dominazione straniera. Una ricorrenza che ogni anno vogliamo fortemente celebrare, nonostante tanto tempo sia ormai passato e si possa pensare che siano situazioni lontane da noi; perché troppo spesso la Libertà, quella scritta con la L maiuscola, si dà per scontata e non viene compresa come un valore imprescindibile che può essere perso, e da difendere ogni giorno.
E mi vorrei soffermare proprio sulla parola “Libertà”, sulla sua etimologia e sul suo significato, per cercare di restituirle quella fondamentale importanza che sembriamo avere dimenticato.
Che cos’è quindi la libertà? È solo l’assenza di costrizioni, o si tratta di qualcosa di più profondo, legato ai diritti, alla responsabilità ed al rispetto reciproco?
La sua origine deriva dal latino “libertas”, a sua volta derivato da “liber”, che significa “uomo libero”. In origine, “liber” indicava chi non era schiavo o soggetto ad oppressione. In tempi più recenti, dall’illuminismo ad oggi, Libertà ha assunto un significato più generale che va oltre il singolo, oltre la condizione per cui un individuo può decidere di pensare, esprimersi ed agire senza costrizioni, e si applica alla società intera. Una società che, ricordiamolo perché anche questo non rimanga un termine astratto, è costituita da tante e differenti individualità; da tante persone.
E voglio tornare a quello a cui ho accennato prima, al riferimento ai diritti ed ai doveri, al rispetto ed alla responsabilità. Un male moderno, che vedo purtroppo ogni giorno anche nelle nostre piccole realtà, risiede nel non occuparci più l’uno dell’altro e della comunità in senso lato. Troppo spesso vogliamo difesi i nostri diritti, ma non pensiamo ai nostri doveri. Non ci preoccupiamo più neppure di tenere alti e presenti quei valori di vita che le nostre madri ed i nostri padri ci hanno insegnato; su tutti il rispetto e l’aiuto. Usiamo troppo spesso la critica, e molto raramente la proposta. Tendiamo troppo spesso a demandare ad altri ciò che potremmo compiere noi. Troppo spesso non ci mettiamo in gioco, a disposizione per qualcosa in cui crediamo. O forse abbiamo perso anche i sogni per una realtà migliore? L’indifferenza è una pericolosa patologia.
Giorgio Gaber in una sua nota canzone diceva: “La libertà è partecipazione”. Un concetto sul quale ognuno di noi dovrebbe fare una riflessione. Demandare ad altri va bene, è un principio di democrazia, ma attenzione a non delegare troppo ad altri, soprattutto la nostra Libertà, perché non sempre la nostra Libertà è un obiettivo per gli altri. Senza volere fare del catastrofismo, la situazione mondiale è sotto gli occhi di tutti. Anche quella europea. Personalmente sono convinto che la Libertà non si difenda con le armi, quando questo succede è perché tanti errori, troppi, sono stati commessi prima. La Libertà si difende costruendo una società civile forte, con principi democratici condivisi e sostenuti ogni giorno; con il contributo di tutti e con il fine ultimo della Libertà di tutti. Il profitto e la speculazione sono le aspirazioni che guidano molti dei potenti di oggi, oltre agli ego smisurati. Miraggi che hanno scalzato i valori fondanti del vivere civile, ed hanno creato nel mondo le enormi differenze sociali, sempre più evidenti, che spesso sono il motore primo delle guerre.
In questo momento desidero fare un inciso per dedicare un ricordo a Papa Francesco, ad onore del quale vedete la bandiera abbrunata qui sopra di noi, che tanto si è speso per la pace presso i potenti del mondo, quegli stessi potenti che quasi mai lo hanno ascoltato e che ora ne esaltano la memoria.
In conclusione, quindi, la parola “Libertà” è molto più di un semplice termine linguistico: è un concetto profondo e universale che ha plasmato la storia e la cultura di interi popoli. Dalle sue origini latine alla sua evoluzione nel pensiero moderno, la Libertà rimane un ideale per cui l’umanità ha lottato e continua a lottare, e per la quale questi ragazzi che oggi onoriamo hanno sacrificato la loro gioventù e la loro vita. Un ideale che rappresenta il desiderio di vivere in armonia e senza vincoli oppressivi.
Quel desiderio che, sono sicuro, è dentro anche ciascuno di noi, ed è pertanto nostro preciso dovere prendercene cura.
Views: 683



