Dal 12 al 20 febbraio ho partecipato con una pattuglia di miei fedelissimi studenti di 4a e 5a ITI al viaggio organizzato dall’associazione Treno della Memoria, destinazione Praga e poi Cracovia, per poter ripercorrere i luoghi simbolo dell’Olocausto.
E’ stata un’esperienza molto toccante. Siamo tornati il 20 alle 6:00 (circa) del mattino.
Avevamo intenzione di ritrovarci a scuola per poter preparare una rendicontazione di quanto abbiamo visto e fatto, ma, come sapete, da qualche giorno le scuole sono chiuse per il COVID e allora scrivo qui alcune mie brevi considerazioni su questa esperienza. Rimando a quando avremo un po’ più di tempo il resoconto dettagliato del viaggio.
Oggi vorrei spiegare il senso di questa esperienza: perché io e la mia collega di Lettere abbiamo proposto questo viaggio agli studenti?
Il viaggio ad Auschwitz-Birkenau è tutto tranne che una gita scolastica. E’ un modo per immergersi negli orrori della storia, nelle viltà e nelle nefandezze dell’animo umano.
Ed è anche un modo per scoprire, in quelle nefandezze, in quegli orrori, la capacità dell’animo umano di resistere, di reagire, di sopravvivere sperando in un mondo migliore.
Questo è, ad esempio, ciò che mi ha lasciato la visita al campo di concentramento di Terezin, nel vedere come gli ebrei adulti, nonostante le condizioni in cui fossero costretti a vivere, e nonostante le voci che già probabilmente giungevano circa i campi e gli stermini, avessero mantenuto la forza d’animo per dare ai bambini una parvenza di normalità. E, analogamente, la visita alla fabbrica di Schindler, a Cracovia, a ricordarci come si può avere il coraggio di fare del bene e vincere il proprio istinto a girarsi dall’altra parte.
Quindi, il senso non è solamente “far conoscere quella immane tragedia della storia” che conosciamo come Olocausto o Shoah, un buco nero in cui hanno trovato la morte 6 milioni di civili innocenti, principalmente Ebrei, ma non solo. Volendo, questo potremmo insegnarlo comodamente stando in classe, al calduccio. Ma non sarebbe stata la stessa cosa.
Il senso è stato quello di trasmettere sensazioni, far sentire sulla propria pelle, all’interno del proprio corpo, la sofferenza. Visitare la piazza degli eroi del ghetto di Cracovia, vedere quelle sedie nella piazza e immaginare cosa dovesse essere l’attesa degli abitanti del ghetto. Oppure visitare il sacrario di Lidice, leggere la storia di quel villaggio che la criminalità di Hitler ha voluto cancellare dalla faccia della terra, insieme ai suoi abitanti. Oppure, infine, la visita al campo di sterminio. Girare muti in quella enorme distesa e sapere che lì, circa 80 anni prima, sono stati sterminati 1 milione di esseri umani. Vedere i resti del “crematorio 5”, che i nazisti non sono riusciti a distruggere del tutto… vedere il binario che portava alla “Judenrampe”, dove gli ebrei scesi dai treni della morte venivano subito selezionati: chi a morire subito nelle camere a gas, chi a sopravvivere ancora per qualche tempo tra stenti e sofferenze indescrivibili.
Il viaggio, organizzato benissimo dall’associazione Treno della Memoria, ha alternato momenti di visita, conoscenza, a momenti di riflessione collettiva, durante i quali la sera potevamo riflettere su ciò che avevamo visto, chiederci il perché di tutto questo, e cercare di trarre da questo dolore l’insegnamento più grande, capire cosa avesse portato a tutto questo, come tutto ciò non fosse stato solo il risultato della follia di pochi ma il risultato di una politica di incitamento all’odio verso il diverso, il risultato di un indottrinamento sistematico, il risultato di una politica che invece di trovare la strada per risolvere i problemi cercava un “capro espiatorio”. Le cause dell’avvento del fascismo e del nazismo sono tante, e non ne sono estranee neanche le stesse potenze democratiche europee, non solo Germania e Italia, ma adesso, dopo essere tornato dal viaggio, tutto questo non ha più importanza: quello che conta è che sia io che i miei studenti abbiamo vissuto un’esperienza che ci renderà sicuramente migliori di quando siamo partiti: il sacrificio di quegli innocenti nei campi di sterminio ci servirà a vigilare affinché queste cose non debbano più accadere, né agli ebrei né a nessun altro popolo.
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