Il 23 settembre mi sono ritrovato a Voghera a manifestare insieme ai giovani del FFF.

Quest’anno ho scelto Voghera per un gesto di sostegno a Sabina e Anna, due coraggiose ragazze che si sono fatte denunciare pur di spiegare ai loro compagni l’importanza di manifestare per il futuro del pianeta. Si sono sedute con due cartelli davanti alla loro scuola, il liceo di Voghera, proprio come faceva Greta Thunberg. Però qui non siamo in Svezia, e i genitori di alcuni dei loro compagni, evidentemente disturbati dalla presenza di Sabina e Anna, hanno pensato bene di tempestare di telefonate la questura, costringendo le forze dell’ordine a portarle in caserma e denunciarle. Ovviamente le autorità si sono comportate in modo gentile e comprensivo con loro, ma sono state costrette ad intervenire da alcune telefonate di persone che evidentemente democratiche non sono.

Quando mi sono trovato lì, in piazza Meardi, con questi ragazzi e ragazze allegri e nello stesso tempo bisognosi del sostegno di noi “adulti”, ho pensato di intervenire e dire due parole.

Ecco le cose che ho detto, di getto, un po’ sconclusionate, ma venute dal cuore:

Innanzitutto volevo dirvi che vi ammiro, e ammiro anche il mio unico studente che è qui presente oggi, e quindi mi auguro che i molti che non sono qui oggi in realtà abbiano scelto di andare a Pavia, come, negli anni passati, abbiamo fatto. Spero che sia questa la ragione.

Però, anche se siete qui in pochi, e lo avete fatto per sostenere Sabina e Anna, e avete fatto benissimo, io voglio dirvi che vi ammiro. Per la mia generazione era molto più facile, perché quando scendevamo in piazza per protestare contro i missili, mi ricordo le manifestazioni fatte 40 anni fa o ancora prima, era facile: essere contestatori era una moda.

Poi ne ho visti tanti, crescendo, perdersi. Come diceva una vecchia canzone di Antonello Venditti, molti sono andati a finire in banca (“Compagno di scuola”, me la ricordo ancora) però voi ci siete, e siete una speranza, e questo è un aspetto molto importante.

Però il problema è: da questa speranza, come si riparte? Quello che voi volete è evidente a questo punto: noi abbiamo un mondo che, per il tipo di organizzazione economica, che mette davanti a tutto l’interesse di pochi, è un mondo che sta morendo!

Magari a me resteranno forse, che so, 10 o 15 anni di vita, quindi potrei anche fregarmene, però voi siete il futuro, io penso anche ai miei figli (forse un giorno arriveranno i nipotini): avete diritto ad averlo, questo futuro, perché questo mondo non è il mondo del profitto, non è il mondo dei ricchi, questo è il mondo della gente, degli animali e delle piante che ci vivono sopra, e questo dobbiamo ricordarcelo!

E invece che cosa abbiamo costruito?

Abbiamo costruito un mondo in cui, in nome del fatto che bisogna “produrre”, è tutto “lecito”! Lo abbiamo visto, ad esempio, col fatto che è stato introdotto nella tassonomia verde i fossili e il nucleare.

Sono quelle cose che ti fanno capire come ci sono degli interessi economici fortissimi. E sono gli stessi interessi economici fortissimi che oggi spingono sulla guerra, sugli armamenti, sull’utilizzo di combustibili che sono tossici, su produzioni che sono assurde!

Pensate, oggi tutti si stanno chiedendo come fare a diminuire la dipendenza energetica. Bene, la fisica ci insegna che l’energia più efficiente è quella che non si consuma: isolamenti, coibentazione, risparmio energetico, sono cose che ci renderebbero autonomi e indipendenti da tutti a costo zero per l’ambiente.

Che cosa potete fare? Io ho letto il manifesto che loro (Sabina e Anna) avevano messo per la strada, e chiedevate due cose. Una, l’isolamento energetico, è ovviamente fondamentale ed è una cosa grandissima. Un’altra cosa che voi chiedevate però, e su questo vorrei insistere adesso, voi chiedevate luoghi dove discutere, parlare eccetera…

Bene, è il momento di rendersi conto di quello che si può fare, anche rischiando, ma che però si può fare! Grazie al cielo noi viviamo ancora in un Paese che per il momento possiamo definire democratico, e questo è importante, abbiamo delle istituzioni che ci tutelano, abbiamo dei diritti… fra questi voi studenti avete il diritto di avere, e non è una concessione ma è un diritto che la generazione precedente alla mia ha conquistato, di avere una assemblea di classe al mese ed una assemblea di istituto al mese.

Non ve la possono negare, la dovete semplicemente chiedere, potete farlo, e quindi utilizzatele non per decidere, come fanno i miei studenti (queste cose mi fanno “incazzare”) non per decidere dove andare in gita o per programmare le interrogazioni, perché tutto questo è sbagliato, dovete decidere di parlare del vostro futuro.

Le avete, prendetevele!

Potete chiedere spazi di pomeriggio a scuola, potete! E se c’è anche un solo docente che si prende la responsabilità di stare con voi il pomeriggio per tenere aperta la scuola, voi avete il diritto di farlo.

Però questo è quello che avete diritto, e potete fare, però adesso vi lancio un messaggio da vecchio prof con la barba bianca. Guardate ragazzi che voi siete portatori di una cultura di cambiamento.

E’ molto facile, molto comodo, nella vita comportarsi da quelle che Guccini chiamava “le stanche pecore bianche”, vale a dire se stai lì buono buono, e fai quello che ti dicono di fare, e non ti costa niente, e a scuola se, tutto sommato, scopiazzi, prendi il “6”, nessuno ti dice niente: prenderai un diploma, una laurea, ti metteranno in fila e seguirai la sorte.

Se invece siete portatori di cambiamento avete un dovere, che è pesante, costa il “rimboccarsi le maniche”: dovete essere anche i migliori, i più preparati, pronti a rispondere ad ogni domanda, ad ogni contestazione, perché ad uno che abbassa la testa e dice sempre sì al padrone nessuno farà domande; ma uno che dice “io non sono d’accordo”… deve spiegare tutto, perché e percome. Quindi è proprio nella Storia, nello studio, nella cultura che troverete la possibilità di dare risposte a chi vi dirà di No.

Buon viaggio ragazzi, continuate!

Views: 505

Condividi questo post: