Sono mesi che non trovo le parole per descrivere l’orrore che provo nell’assistere impotente al genocidio del popolo palestinese. Manifestazioni, interventi in classe, riunioni, dibattiti, social, tutto quanto ho fatto in questi mesi mi è sempre sembrato irrilevante. A volte ho avuto il dubbio di aver agito più per la mia coscienza che per raggiungere un risultato concreto, utile per i Palestinesi.

Poi è arrivata la Global Sumud Flotilla, e ha dimostrato qualcosa di grande, che facevo fatica a descrivere.

Ieri, dopo l’abbordaggio di Israele, in acque internazionali, alle navi dei volontari, ho trovato su un social un testo, a metà fra poesia e prosa che riassume perfettamente quello che la Flotilla ha rappresentato: una lezione per tutti, una speranza per tutti.

Lo ripropongo così come l’ho trovato. E domani vado in piazza a manifestare per Gaza!

Non avete solcato solo il mare.
Avete squarciato la pelle del mondo, e da quella ferita è uscito il suo vero volto.
Abbiamo visto la mano che colpisce senza pietà,
abbiamo sentito il silenzio di chi dovrebbe gridare,
abbiamo riconosciuto l’arroganza di chi accusa persino chi porta speranza.
Eppure, in mezzo a tutto questo, ci avete mostrato anche l’altro volto:
il volto che non trema davanti alla paura,
il volto che non si piega davanti all’ingiustizia,
il volto che brilla di umanità anche quando tutto intorno è buio.
Non siete soli.
Non lo eravate in mare e non lo sarete mai.
Dietro di voi c’erano e ci saranno sempre milioni di occhi.
Occhi che guardano voi, occhi che guardano Gaza,
occhi che non si lasceranno più chiudere dall’indifferenza.
Avete strappato via la bugia che ci volevano imporre: che non serva a niente resistere, che non valga la pena tentare, che sia meglio tacere.
Con la vostra forza avete inciso nella nostra carne la verità che nessuno può soffocare: che ogni gesto conta, che la dignità non si negozia, che la verità non si piega.
Il vostro viaggio non si è interrotto.
Continua dentro ciascuno di noi, come un fuoco che non si spegne.
Cammina nel nostro sangue, nelle nostre voci, nei nostri passi.
E a chi vi ha deriso, a chi vi ha voltato le spalle, a chi ha provato persino a scaricarvi addosso colpe mai vostre, resterà solo il peso della propria miseria.
Voi invece avete scritto con le vostre mani una pagina che resterà: una pagina di coraggio, di dignità, di amore.
Per questo oggi, con le lacrime negli occhi e il cuore che trema, vi diciamo quello che nessuna parola potrà bastare a contenere:
Grazie!

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