Partiamo dal significato della parola così come ce lo spiega il dizionario della lingua italiana:
In senso stretto, detto di nazione che non parteggia né per l’uno né per l’altro di due stati o di due gruppi di stati in guerra tra loro: le nazioni, i paesi neutrali; dichiararsi, essere, restare, mantenersi neutrale.
In politica estera, quando le organizzazioni che hanno il compito di risolvere le controversie fra gli stati, come l’ONU, o anche i governi degli stessi stati che sono protagonisti della politica mondiale, si trovano davanti ad una situazione di forte crisi, o addirittura di guerra, devono fare di tutto per poter “mettere pace”.
Come potrebbe capitare anche a noi se vediamo due persone che “fanno a botte” per la strada.
Se vogliamo far smettere i due litiganti (parola poco appropriata quando i popoli si combattono e ci sono migliaia o più di morti innocenti, meglio usare la parola “nemici” o “belligeranti”), come sanno tutti, occorre avere il coraggio di “mettersi in mezzo”, per far capire ai due che non si vuole aiutare nessuno a vincere, ma che si vuole aiutare entrambi a smettere la guerra e trovare una via per la pace.
Per fare questo occorre essere credibili ad entrambi i belligeranti: nessuno dei due deve poter sospettare che noi in realtà vogliamo aiutare l’altro. Per questo occorre essere credibili. Se vediamo Antonio e Giuseppe che si prendono a pugni, e tutti sanno che siamo grandi amici di Antonio ma non ci siamo mai occupati di Giuseppe, sarà molto difficile metterci in mezzo e convincere Giuseppe che siamo neutrali.
La neutralità è quindi una questione molto legata alla credibilità, e questa è il risultato di un lungo lavoro negli anni, per costruirsi la reputazione di persona saggia ed equilibrata.
Lo stesso vale per le nazioni: se si è schierati a priori con una delle due parti in lotta, se si dice “ti difenderò sempre e comunque”, non possiamo essere credibili come portatori di pace, rischieremo di apparire come alleati di una delle parti.
Ecco perché dopo la seconda guerra mondiale è stato creato l’ONU. Gli obiettivi dell’ONU sono quelli di risolvere le controversie fra le nazioni adottando un atteggiamento di neutralità, di vera neutralità. E tra i compiti dell’ONU vi è certamente quello di analizzare attentamente tutte le cause, anche storiche, che hanno portato ad una guerra, cercare di individuare tutte le colpe, da una parte e dall’altra, ascoltare tutte le voci, e poi proporre soluzioni.
Un esempio di questo ruolo dell’ONU lo troviamo proprio rispetto alla vicenda Israele-Palestina. L’ONU si occupa di ciò dal 1947, con tante risoluzioni, sempre equilibrate, in quanto frutto di un dibattito fra tutte le nazioni (inizialmente erano solo una cinquantina, oggi sono poco meno di 200, praticamente questi tutti gli stati del mondo) ma, purtroppo, queste risoluzioni non sono sempre rispettate.
La dichiarazione del segretario dell’ONU, Guterres, del 24 ottobre 2023 è un ottimo esempio di neutralità, anche se i giornali italiani hanno gridato allo scandalo. Ricordo infatti che il nostro paese, purtroppo, non è neutrale in questa situazione.
Guterres ha dichiarato:
I have condemned unequivocally the horrifying and unprecedented 7 October acts of terror by Hamas in Israel.
Nothing can justify the deliberate killing, injuring and kidnapping of civilians – or the launching of rockets against civilian targets.
All hostages must be treated humanely and released immediately and without conditions. I respectfully note the presence among us of members of their families.
Excellencies,
It is important to also recognize the attacks by Hamas did not happen in a vacuum.
The Palestinian people have been subjected to 56 years of suffocating occupation.
They have seen their land steadily devoured by settlements and plagued by violence; their economy stifled; their people displaced and their homes demolished. Their hopes for a political solution to their plight have been vanishing.
But the grievances of the Palestinian people cannot justify the appalling attacks by Hamas. And those appalling attacks cannot justify the collective punishment of the Palestinian people.
In conclusione, come anche le parole del segretario ONU dimostrano, per essere veramente portatori di pace occorre innanzitutto essere veramente neutrali, occorre avere coraggio, occorre saper dire la verità. La neutralità non è indifferenza, ma è il coraggio di avere la posizione giusta per affermare il diritto dei popoli a vivere in pace.
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