{"id":578,"date":"2026-03-15T20:48:38","date_gmt":"2026-03-15T20:48:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/?p=578"},"modified":"2026-03-15T20:48:40","modified_gmt":"2026-03-15T20:48:40","slug":"no-o-si-non-e-una-partita-di-calcio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/no-o-si-non-e-una-partita-di-calcio\/","title":{"rendered":"No o S\u00ec? Non \u00e8 una partita di calcio!"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Voglio intervenire sul dibattito referendario, con la modestia di un &#8220;non addetto ai lavori&#8221; ma con la passione di un cittadino che ama il proprio paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Non per difendere una posizione di parte, ma per provare a discutere alcuni argomenti che negli ultimi tempi sono diventati quasi un luogo comune nel dibattito pubblico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Premetto che sono per il NO alla riforma. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia molte delle argomentazioni che vengono avanzate a suo favore contengono elementi che in parte possono essere condivisi, anche se andrebbero temperati e ricondotti alle loro dimensioni reali, e soprattutto esaminati alla luce del &#8220;sistema Italia&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ad esempio \u00e8 vero che<\/strong> (come, purtroppo, in ogni campo della vita pubblica italiana)<strong> il CSM ha subito influenze deleterie e ha risentito di un malcostume indegno del suo ruolo. Tuttavia ha anche dimostrato di avere al suo interno la capacit\u00e0 di fare pulizia.<\/strong> Il caso Palamara ne \u00e8 l&#8217;esempio pi\u00f9 evidente: un comportamento scandaloso (venuto alla luce grazie a delle intercettazioni) da parte di un magistrato con un ruolo apicale e di altri quattro suoi colleghi che si accordano con due esponenti politici (Ferri e Lotti) per le nomine alla procura di Roma. Eppure proprio<strong> il CSM prima e la Cassazione poi hanno espulso Palamara dalla magistratura, e accolto le dimissioni degli altri quattro suoi colleghi,<\/strong> mentre i partiti politici hanno difeso Ferri e Lotti negando l&#8217;uso delle intercettazioni telefoniche, cio\u00e8 di fatto li hanno salvati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci sono poi anche i dati sui provvedimenti disciplinari adottati dal CSM, consultabili sul sito, che dimostrano come su poco meno di 200 interventi disciplinari all&#8217;anno, in oltre la met\u00e0 dei casi le sanzioni arrivino e siano pesanti. In sintesi,<strong> il sistema magistratura sa fare giustizia al proprio interno molto pi\u00f9 di quanto non avvenga per altri ordini o istituzioni. Sicuramente la magistratura \u00e8 molto pi\u00f9 capace di autoregolarsi di quanto non lo siano i partiti che oggi la espongono alla pubblica gogna.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Detto questo, c&#8217;\u00e8 per\u00f2 un punto del ragionamento che spesso viene avanzato a sostegno di queste riforme e che merita di essere affrontato con grande attenzione: il ruolo del popolo nelle scelte importanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si sostiene spesso che la gente non si fidi pi\u00f9 della politica parlamentare e chieda di essere coinvolta direttamente nelle decisioni fondamentali. In parte questo \u00e8 vero, e l&#8217;alto tasso di astensionismo lo conferma. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ma possiamo veramente fare a meno della rappresentanza politica?<\/strong> Possiamo fare a meno di un luogo dove si affrontino per bene i problemi del paese e trasformare  il delicato ruolo di mediazione politica in una lotta fra opposte tifoserie e &#8220;affidarsi al popolo&#8221; per &#8220;vedere chi vince&#8221; ? <strong>Possiamo veramente ignorare il ruolo del Parlamento?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Voglio ricordare che questa riforma \u00e8 stata sostanzialmente imposta dalla maggioranza al governo, senza accettare un vero confronto con le opposizioni e con le parti interessate. Non \u00e8 stata accettata nessuna modifica alla proposta del Governo!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di un tema delicatissimo, che riguarda il concetto di &#8220;sovranit\u00e0 popolare&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Vale la pena ricordare il secondo comma dell&#8217;articolo 1 della Costituzione: &#8220;La sovranit\u00e0 appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione&#8221;.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 proprio in quelle forme e limiti che bisogna cercare una risposta. Certamente gli articoli 75 e 138 della Costituzione investono il popolo di una responsabilit\u00e0, ma nello stesso tempo la delimitano. Il fatto, ad esempio, che alcune materie siano escluse dal referendum abrogativo ex articolo 75 \u00e8 dovuto proprio al fatto che si tratta di argomenti complessi e delicati, che non \u00e8 opportuno sottoporre a un giudizio popolare diretto. Ad esempio non \u00e8 ammesso il referendum su temi di natura tributaria o di bilancio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non per nulla la nostra \u00e8 una repubblica &#8220;parlamentare&#8221;, e non &#8220;assembleare&#8221;. Occorre affidare la formazione delle leggi e la gestione del governo a degli addetti ai lavori adeguatamente preparati, come dovrebbero essere i rappresentanti eletti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La sovranit\u00e0 popolare, senza controllo, \u00e8 un mito pericoloso. E non \u00e8 una provocazione polemica: \u00e8 una consapevolezza che emerge con grande chiarezza gi\u00e0 nei lavori della Costituente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo concetto fu espresso con grande lucidit\u00e0 da Luigi Einaudi nella seduta del 27 settembre 1946 dei lavori della seconda Sottocommissione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Disse Einaudi (come riportato dai verbali dei lavori della Costituente):<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8220;Scendendo al campo dottrinale, a proposito della premessa del rispetto della volont\u00e0 popolare e della <strong>sovranit\u00e0 popolare,<\/strong> che oggi effettivamente non c&#8217;\u00e8 altra formula dalla quale partire; ma si tratta soltanto di una formula e non di una verit\u00e0 scientificamente dimostrabile. Essa appartiene al novero di quei concetti che si chiamano miti, che sono, in sostanza, formule empiriche, accettabili in vista di determinati scopi (per esempio: <strong>trovare il migliore governo, stabilire un clima di libert\u00e0, evitare qualunque tipo di tirannia<\/strong>) ma che possono anche cambiare. In altri termini la formula della sovranit\u00e0 popolare non appartiene al novero delle verit\u00e0 scientifiche, indiscutibili, dimostrabili, che risultano dall&#8217;evidenza medesima delle cose; \u00e8 piuttosto un principio di fede, e le verit\u00e0 di fede sono discutibili, non si impongono alla mente, ma solo al cuore e all&#8217;immaginazione. <strong>Il mito della sovranit\u00e0 popolare, <\/strong>che trae origine dal contratto sociale di J. J. Rousseau, <strong>\u00e8 quindi utile per il raggiungimento di determinate finalit\u00e0 pratiche e non si pu\u00f2 prescinderne nella vita politica attuale, ma occorre tener bene presente che non \u00e8 una verit\u00e0 scientifica.&#8221;<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Einaudi formulava questa osservazione come precisazione alla premessa espressa da Rocca il 5 settembre 1946, secondo cui nella Repubblica italiana la radice della sovranit\u00e0 sta nel popolo, da cui emana ogni potere, ma che deve essere esercitata attraverso i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario organizzati in modo razionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli stessi limiti della sovranit\u00e0 popolare furono richiamati anche da altri costituenti, ad esempio da Dossetti nella seduta del 3 dicembre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 ricordare queste discussioni? Perch\u00e9 <strong>se in Italia abbiamo una classe politica incapace di fare buone leggi e di far funzionare una Repubblica tanto complessa in un momento cos\u00ec delicato, la soluzione non pu\u00f2 essere un generico &#8220;ricorso al popolo&#8221;, nella speranza che il popolo sia capace di fare ci\u00f2 che i suoi rappresentanti non sono stati capaci di fare negli ultimi trent&#8217;anni, e cio\u00e8, tra le altre cose, amministrare bene il funzionamento della giustizia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario, \u00e8 proprio quando uno o pi\u00f9 degli altri poteri non si dimostrano all&#8217;altezza del loro ruolo che diventa necessario che la magistratura faccia da argine, vigilando \u2014 per quanto le compete \u2014 sul rispetto delle leggi da parte di tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vale la pena ricordare, a questo proposito, non solo che i magistrati sono tenuti ad applicare leggi scritte dal Parlamento (purtroppo ormai scritte sempre pi\u00f9 spesso dal Governo), ma anche che l&#8217;articolo 110 della Costituzione stabilisce che il compito di far funzionare la giustizia spetta al Governo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo motivo appare pericoloso lasciare che una classe politica che ha dato, e continua a dare, pessima prova di s\u00e9 possa intervenire su una Costituzione scritta con rigore, competenza ed equilibrio, da politici che avevano a cuore l&#8217;interesse di tutta l&#8217;Italia, e non solo di una parte.<br>E, ancor peggio, intervenire inserendo norme vaghe e potenzialmente destabilizzanti per l&#8217;equilibrio dei poteri. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 non \u00e8 affatto adeguato alla delicatezza degli equilibri della nostra democrazia. La validit\u00e0 di questa riforma andrebbe discussa nel merito, e scopriremmo che \u00e8 scritta male e nasconde seri pericoli per il funzionamento del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vediamo solo due esempi di cosa contiene la riforma Nordio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad esempio non \u00e8 affatto chiaro come saranno composti i collegi giudicanti dell&#8217;Alta Corte disciplinare, quelli che dovrebbero giudicare il comportamento dei giudici. La riforma Nordio, <strong>all&#8217;articolo 4<\/strong>, si limita a stabilire che nei collegi giudicanti dovr\u00e0 essere garantita la rappresentanza dei magistrati, ma sar\u00e0 una legge ordinaria approvata a maggioranza semplice a decidere come saranno realmente giudicati i giudici. \u00c8 quindi possibile che si arrivi a un collegio giudicante a maggioranza politica. Ed in tal caso<strong> i giudici sarebbero soggetti ad un giudizio da parte dei rappresentanti della politica. Come potrebbero mai indagare un politico?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro esempio riguarda <strong>l&#8217;articolo 6 <\/strong>della riforma, che modifica l&#8217;articolo 107 della Costituzione limitandosi a sostituire il riferimento al singolo CSM con quello ai due CSM, lasciando per\u00f2 invariato il resto del testo. Nell&#8217;articolo 107 resta scritto, anche con la riforma proposta dal governo, che<strong> i magistrati non possono essere dispensati o sospesi dal servizio se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come potr\u00e0 allora la nuova Alta Corte disciplinare irrogare sanzioni come la dispensa o la sospensione dal servizio se questa resta competenza del (o dei) CSM? <strong>Si crea una situazione paradossale<\/strong>: <strong>si sottrae al CSM il ruolo di giudice disciplinare dei magistrati, lo si affida all&#8217;Alta Corte, ma si lascia allo stesso CSM il potere di applicare le sanzioni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci si trova quindi di fronte a una riforma della Costituzione che non solo non risolve nessuno dei problemi indicati dai sostenitori del S\u00ec, ma \u00e8 stata anche scritta in modo estremamente confuso, perdendo di vista l&#8217;equilibrio complessivo della struttura. Il rischio concreto \u00e8 quello di creare nuovi contenziosi fra organi dello Stato per l&#8217;attribuzione dei poteri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pu\u00f2 davvero accettare una riforma della Costituzione scritta in questo modo, senza un vero dibattito parlamentare e presentata all&#8217;opinione pubblica per ci\u00f2 che in realt\u00e0 non \u00e8?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se dovesse passare il S\u00ec non sarebbe, purtroppo, la &#8220;vittoria della sovranit\u00e0 popolare&#8221;, ma piuttosto la vittoria del populismo: appellarsi a drammatici fatti di cronaca, come la vicenda dei &#8220;bambini della casa nel bosco&#8221;, per scardinare l&#8217;ultimo argine istituzionale rimasto nel sistema italiano appare un&#8217;operazione profondamente irresponsabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per queste ragioni, <strong>pi\u00f9 che una scelta ideologica, il voto NO diventa semplicemente una scelta di prudenza costituzionale. Come gi\u00e0 avvenne nel 2016 contro la riforma Renzi, chi vuole cambiare la Costituzione \u2014 che sia di destra o di sinistra \u2014 dovrebbe prima dimostrare di aver fatto tutto il possibile per amministrare bene questo Paese.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n<p>Views: 467<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Voglio intervenire sul dibattito referendario, con la modestia di un &#8220;non addetto ai lavori&#8221; ma con la passione di un cittadino che ama il proprio paese. Non per difendere una posizione di parte, ma per provare a discutere alcuni argomenti&#8230; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/no-o-si-non-e-una-partita-di-calcio\/\">Continua a leggere &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":579,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[26],"class_list":["post-578","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cittadinanza","tag-costituzione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/578","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=578"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/578\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":580,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/578\/revisions\/580"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/579"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=578"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=578"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=578"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}