{"id":54,"date":"2019-02-20T11:14:00","date_gmt":"2019-02-20T11:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/?p=54"},"modified":"2022-08-15T10:46:17","modified_gmt":"2022-08-15T10:46:17","slug":"il-nuovo-esame-di-stato-una-sfida","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/il-nuovo-esame-di-stato-una-sfida\/","title":{"rendered":"Il nuovo esame di stato: una sfida"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una premessa: sono ben lontano dal condividere le spinte alla aziendalizzazione della scuola pubblica che abbiamo avuto in questi anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci tengo a sottolinearlo in quanto le cose che sto per dire potrebbero essere pesantemente fraintese. Si tratta comunque di una mia posizione personale che non rispecchia quella del gruppo LIP, al quale aderisco e del quale condivido in pieno le finalit\u00e0, anche se a volte, come in questo caso, differisco nelle strategie e nelle valutazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia \u00e8 la scuola della Costituzione e questo significa qualcosa di molto preciso: credere in una scuola che debba promuovere la realizzazione del cittadino e svolgere un ruolo di ascensore sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 evidente che questo ruolo \u00e8 stato profondamente minato dagli interventi degli ultimi anni, che hanno impoverito la scuola sia sul piano delle risorse che del prestigio che dei contenuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sui primi due punti si \u00e8 detto tanto e non mi sembra di poter aggiungere altro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul terzo punto invece credo sia d\u2019obbligo una riflessione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 sotto gli occhi di tutti come stia venendo messa in discussione una idea di scuola formativa, in cui l\u2019importanza dei contenuti disciplinari e la loro imprescindibilit\u00e0 nella formazione di una persona consapevole, critica, aperta al mondo, stia sempre pi\u00f9 passando in secondo piano rispetto all\u2019obiettivo, neanche tanto nascosto, di trasformare la scuola pubblica in una specie di centro di addestramento al lavoro e di trasmissione di un modello di valori che fanno della subalternit\u00e0 alla logica di impresa il loro nucleo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quest\u2019ottica, ad esempio, possono essere viste manovre quali il ridimensionamento del ruolo della Storia, la pratica scomparsa della Geografia, la pressoch\u00e9 sparizione delle classi a tempo pieno nella primaria, e tante altre del genere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quest\u2019ottica viene letta anche l\u2019eliminazione dei contenuti disciplinari nel nuovo esame di stato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Devo ammettere che, d\u2019impulso, questo \u00e8 stato anche il mio giudizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, forse per la mia natura di \u201cdecimo uomo\u201d, ho colto quest\u2019occasione come momento di stimolo per riflettere su come noi, a sinistra, abbiamo condotto la politica scolastica negli ultimi anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Credo abbiamo una pesante autocritica da fare. Ovviamente mi riferisco alla sinistra che si riconosce nei valori della Costituzione, non certo a quella strana variante aliena che ha partorito la modifica Costituzionale del 2016, scritto il Job Act e la legge Fornero, introdotto nella Scuola concetti e parole d\u2019ordine meramente confindustriali, dei quali la legge 107\/2015 ne \u00e8 piena.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La mia riflessione parte da lontano, da come abbiamo reagito all\u2019autonomia, ad esempio, o al tema della valutazione. Non preoccupatevi, non inizier\u00f2 questo discorso a partire da momenti cos\u00ec lontani. Esigenze di brevit\u00e0 ed incisivit\u00e0 mi impongono di stare all\u2019oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo esame di stato, \u00e8 la critica che viene fatta, elimina ogni necessit\u00e0 di contenuti all\u2019interno della scuola, e la trasformer\u00e0 gradualmente in un parcheggio dove agli studenti verranno proposte iniziative sempre pi\u00f9 eterodirette, come nel caso dell\u2019Alternanza Scuola Lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il colloquio, si dice, servir\u00e0 solo a certificare un vuoto di preparazione. Secondo questa critica la mancanza di un momento di verifica dei contenuti disciplinari rende non pi\u00f9 vincolante insegnare Storia, Letteratura, Matematica e, addirittura, insegnare alcunch\u00e9, perch\u00e9 se nulla che abbia a che fare con i contenuti viene valutato al termine del percorso, nulla in tal senso verr\u00e0 insegnato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In sostanza si prefigura uno scenario di resa totale della scuola pubblica, a cui potrebbe conseguire una totale perdita del valore del titolo di studio, sino alla sua formale abolizione, per la creazione di un sistema scolastico sul modello degli USA. La stessa proposta di regionalizzazione che stiamo vedendo farsi strada proprio in questi giorni va in quella direzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non nego che questa critica contenga elementi di verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente c\u2019\u00e8 chi ha proprio queste intenzioni e le ha manifestate, e praticate, in questi anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ad esempio, il tentativo di contrapporre una astratta, e non ben definita, scuola delle competenze contro la scuola delle conoscenze, attribuendo alle prime, le competenze, il salvifico ruolo di medicina contro il malfunzionamento del mercato del lavoro (che secondo questa ideologia, non funziona non perch\u00e9 manchino i posti di lavoro ma solo perch\u00e9 i giovani non vengono adeguatamente preparati dalla scuola) e alle seconde, le conoscenze, lo stigma di una reminiscenza di un passato di astratta quanto inutile teoria, va proprio in questa direzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 evidente a chiunque si intenda di scuola, cos\u00ec come \u00e8 evidente a chi fa della ricerca pedagogica il proprio mestiere, che le competenze definite a prescindere dalle conoscenze su cui dovrebbero innestarsi sono solo una scatola vuota.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Semmai il problema \u00e8 altro: quale tipo di cittadino si vuole che la scuola prepari?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo l\u2019ideologia dominante, diciamolo pure, della destra pi\u00f9 retriva e liberista, serve una scuola che prepari solo manodopera per l\u2019economia 4.0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo noi serve una scuola diversa, che prepari cittadini che conoscano anche la Storia e la Geografia, cos\u00ec come il Diritto e l\u2019Arte, e che, ovviamente, abbiano anche una solida, anzi direi solidissima, preparazione nel campo che hanno deciso dover essere il proprio futuro professionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In parole povere, ma chi lo ha detto che un tecnico di reti informatiche non debba conoscere Manzoni, Caravaggio o la Costituzione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo esempi, proprio in Italia, di come la cultura abbia dato uno sviluppo incredibile all\u2019economia e alla ricerca. Senza citare i soliti Adriano Olivetti e Rita Levi Montalcini, pensiamo ai nostri giovani pi\u00f9 preparati, che provengono da una scuola in cui ancora si insegna, in cui ancora i contenuti disciplinari non sono stati abbandonati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi giovani, i nostri migliori studenti, finiscono per andare all\u2019estero ed essere apprezzati, diventano spesso leader negli ambiti in cui operano, si distinguono per una preparazione che si poggia su un sostrato forte, ricco di cultura a 360 gradi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi il vero dibattito non dovrebbe essere fra la scuola delle competenze contro la scuola delle conoscenze, semmai dovremmo interrogarci su quali sono le competenze e le conoscenze ritenute fondamentali oggi, in questa Italia del terzo millennio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E qui si apre un tema decisamente fuori dalla portata di questo intervento, e che riguarda la necessit\u00e0 di definire i saperi fondamentali che la scuola pubblica deve garantire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 chiaro che su questo punto le differenze di visione ideologica (usiamolo questo termine, senza paura, visto che l\u2019avversario fa uso dell\u2019ideologia senza nasconderlo minimamente) fra destra e sinistra sono e restano nettissime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondo la definizione che ne dette Bobbio, chi crede ad una societ\u00e0 in cui venga dato pi\u00f9 peso all\u2019uguaglianza di condizioni, di opportunit\u00e0, di diritti, vuole una scuola che prepari, e bene, tutti i cittadini, per metterli in grado di saper essere innanzitutto cittadini di uno stato democratico, e anche essere capaci di trovare una collocazione in qualsiasi ambito dell\u2019economia del Paese, con l\u2019unico limite dettato dalle preferenze, inclinazioni e capacit\u00e0 individuali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una scuola di questo tipo costa, e quindi \u00e8 necessario l\u2019intervento dello Stato per garantirla a tutti. E questo significa qualcosa di molto preciso in termini di politica fiscale e di intervento dello stato. E\u2019 esattamente l\u2019opposto del \u201cmeno stato pi\u00f9 mercato\u201d, \u00e8 esattamente l\u2019applicazione dell\u2019articolo 53 della Costituzione, circa il dovere di contribuire in base alla proprie possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi invece persegue l\u2019ideologia della diseguaglianza e dell\u2019individualismo ovviamente vorr\u00e0 spendere il meno possibile per una scuola pubblica di qualit\u00e0, ridurla ad un luogo di semplice formazione al mercato del lavoro, e far semmai nascere costose, e private, scuole di qualit\u00e0, riservate solo a chi avr\u00e0 i requisiti di reddito (o dovremmo dire di classe?) per accedervi, e, al limite, prevedendo qualche \u201cborsa di studio\u201d per pochi, secondo un modello di welfare assistenziale e per nulla perequativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come si vede, la differenza fra destra e sinistra esiste ancora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Veniamo allora all\u2019esame di stato, e proviamo a chiederci a quale disegno possa essere funzionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dobbiamo per\u00f2 fare uno sforzo: dobbiamo pensare non alla volont\u00e0 politica di chi lo ha voluto e progettato. Ci\u00f2 \u00e8\u2019 evidente, vista la continuit\u00e0 ideologica con la legge 107.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia esiste, fortunatamente, nella storia, una cosa chiamata \u201ceterogenesi dei fini\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019istintiva opposizione alle modifiche appena introdotte nell\u2019esame di stato si traduce, per riflesso, nella difesa aprioristica dell\u2019esistente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo allora proprio dall\u2019esistente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho sentito, nei miei 30 anni di insegnamento, e quindi di partecipazione come commissario agli esami di stato, le cose pi\u00f9 incredibili. Una perla che ancora ricordo risale, se non ricordo male, al 2010, quando uno studente alla domanda del commissario di Storia rispose affermando che Hitler era alleato degli americani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco: il punto \u00e8 proprio questo. La nostra scuola sicuramente \u00e8 ancora in grado di sviluppare eccellenze, e lo fa in molti casi, ma viene a crollare proprio laddove ci sarebbe pi\u00f9 bisogno del suo intervento. Non \u00e8 purtroppo infrequente constatare che la relazione fra stato sociale della famiglia di origine e esito scolastico sia molto forte, e che quindi laddove ci sono famiglie pi\u00f9 fragili, situazioni socioeconomiche al limite, o oltre il limite, del degrado, la scuola non riesce pi\u00f9 a svolgere il proprio ruolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il recente intervento, offensivo, del ministro in merito agli insegnanti del Sud ignora palesemente questo dato di fatto: la scuola pubblica, indebolita e priva di risorse, in quartieri come lo ZEN o Scampia riesce a malapena a contrastare la criminalit\u00e0, ad allontanare i giovani da un percorso deviante. E come potrebbe fare altro, nelle condizioni in cui \u00e8 costretta ad operare?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E\u2019 evidente: la scuola oggi, nonostante la buona volont\u00e0 di chi vi opera, non ha pi\u00f9 gli strumenti per svolgere il ruolo di ascensore sociale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>E l\u2019esame di stato, per come \u00e8 attualmente, non fa altro che certificare lo status quo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come si pu\u00f2 pretendere che un colloquio di 45 minuti possa veramente accertare conoscenze e preparazione di uno studente, e per giunta farlo auspicando una astratta omogeneit\u00e0 su scala nazionale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da anni ormai l\u2019approccio \u00e8 ben altro. La commissione d\u2019esame si limita a prendere atto di come sono andate le prove scritte, poi esamina il curriculum dello studente (in realt\u00e0 esamina solo i voti del quinto anno) e quindi svolge il colloquio cercando da un lato di compensare qualche improvviso calo di prestazioni di alcuni studenti, e dall\u2019altro, anzi, soprattutto, cercando di trovare un sistema per \u201cpromuovere\u201d, magari con un risicato 60\/100, i candidati pi\u00f9 deboli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente c\u2019\u00e8 sempre la farsa di qualche commissario esterno (a volte anche interno) che si indigna con espressioni del tipo \u201cma come, per promuovere quell\u2019asino di Antonio Rossi occorre dargli almeno 28\/30 all\u2019orale, \u00e8 una vergogna\u201d. E, altrettanto ovviamente, gli altri commissari e il presidente rispondono che se il consiglio di classe ha ritenuto di ammettere Antonio Rossi allora vuol dire che lo riteneva in grado di affrontare l\u2019esame. Qualche volta capita che qualche studente riesca addirittura a farsi bocciare, ma, come confermano i dati, sono sempre pi\u00f9 rari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La situazione attuale (cio\u00e8 fino allo scorso anno) \u00e8 insomma un disastro: gli studenti, in prevalenza, arrivano impreparati in molte delle discipline, si concentrano sulle due prove scritte, sapendo che sono quelle decisive, tentano di sopravvivere nella terza prova, e infine affrontano il colloquio sapendo che sar\u00e0 solo una specie di sceneggiata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che dire poi dell\u2019operato dei consigli di classe? Appena note le materie oggetto delle due prove scritte e della terza prova, gli studenti smettono di studiare le discipline non coinvolte nell\u2019esame. I poveri colleghi che hanno la sfortuna di insegnare proprio quelle materie si rassegnano a svolgere un programma minimo e ad essere generosi con i voti. Se qualcuno si ostina a \u201cfar sul serio\u201d, e quindi qualche studente giunge allo scrutinio di ammissione con una, due o tre insufficienze gravi, il Consiglio finisce per decidere di ammetterlo, magari con ipocrite deliberazioni assunte \u201ca maggioranza dei votanti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 veramente questo che vogliamo difendere? Attenti a questo nostro istintivo, condizionato riflesso che ci fa rifiutare tutti i cambiamenti solo per, legittima, per carit\u00e0, diffidenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa non \u00e8 la scuola della Costituzione. L\u2019esame di stato in vigore fino allo scorso anno gi\u00e0 adesso rendeva insignificante l\u2019impegno dello studente durante il corso di studi, assegnando al percorso solo un 25% di peso sul voto finale. Gi\u00e0 rendeva il colloquio una formalit\u00e0. Gi\u00e0 escludeva, o ridimensionava fortemente il ruolo di alcune discipline.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora come possiamo difenderlo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi \u00e8 giunta la riforma dell\u2019esame di stato, gi\u00e0 delineata nel gennaio 2017.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proviamo a vedere alcuni dei suoi elementi caratterizzanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In primis, l\u2019esame non \u00e8 pi\u00f9 un esame. Serve ad accertare altro, e magari poi vedremo in cosa consiste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi, se non \u00e8 pi\u00f9 un esame, allora, esplicitamente, non si devono pi\u00f9 accertare i contenuti disciplinari.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I contenuti disciplinari sono per\u00f2 valutati, nel corso di tutto il triennio finale, dagli insegnanti che lavorano con lo studente. E il consiglio di classe ha un peso del 40% rispetto al voto finale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed inoltre la legge ribadisce che non si viene ammessi all\u2019esame se si \u00e8 in presenza anche di una sola insufficienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa significa tutto questo? Che spetta al consiglio di classe \u201cfare scuola\u201d: preparare e valutare i propri studenti, e decidere se ammetterli o meno, sapendo che in caso di ammissione il loro giudizio peser\u00e0 parecchio sul voto finale. Ovviamente tutto ci\u00f2 non esclude che alcuni consigli di classe possano essere pi\u00f9 o meno severi di altri, ma ci\u00f2 gi\u00e0 accade oggi e accade anche a livello di commissioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giusto \u00e8 rivendicare un meccanismo per rendere pi\u00f9 omogeneo su base nazionale il comportamento dei consigli di classe nelle varie scuole d\u2019Italia, ma questo non \u00e8 contraddittorio con il fatto di assegnare maggiore responsabilit\u00e0 al consiglio di classe. .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In secondo luogo le due prove scritte, che rappresentano un ulteriore 40% del voto finale, possono essere (dipender\u00e0 ovviamente da come verranno costruite) un efficace strumento per valutare la capacit\u00e0 dello studente di mettere a frutto conoscenze acquisite in alcune discipline e applicarle ad un contesto concreto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Faccio notare che questa impostazione non \u00e8 molto diversa da ci\u00f2 che gi\u00e0 accade in molti casi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono quindici anni che la seconda prova dell\u2019indirizzo Informatico degli istituti tecnici, sia che esca Informatica sia che esca Sistemi e reti, \u00e8 di fatto multidisciplinare, comprendendo sempre elementi di Informatica, Sistemi, Elettronica e, di recente, Gestione progetto e Tecnologie di progettazione. E\u2019 una prova difficile, ma mette in luce le conoscenze e la loro capacit\u00e0 di applicarle in modo non meccanico e ripetitivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente per i licei questo rappresenta una novit\u00e0, ma in ogni caso il fatto di passare, per i Licei, da una seconda prova che coinvolge una sola disciplina ad una che ne coinvolge almeno due va sicuramente nella direzione di accertare (guarda caso, con una prova unica a livello nazionale e con griglie di valutazione proposte a livello nazionale) la padronanza di un pi\u00f9 vasto ventaglio di conoscenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io in tutto questo non ci vedo nulla di male, anzi, \u00e8 un segnale molto forte anche agli studenti e ai consigli di classe: nessuna disciplina pu\u00f2 essere lasciata indietro e non si pu\u00f2 essere troppo approssimativi nella valutazione di ammissione degli studenti perch\u00e9 le due prove scritte potrebbero rappresentare uno strumento di verifica piuttosto significativo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine resta il colloquio, l\u2019unica vera novit\u00e0 introdotta da questa riforma dell\u2019esame.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La filosofia che si nasconde dietro il colloquio \u00e8 molte semplice: le conoscenze le abbiamo accertate tramite il consiglio di classe e le prove scritte. Adesso usiamo il colloquio per valutare qualche altra cosa, che normalmente sfugge alla valutazione per singole discipline.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cerchiamo cio\u00e8 di valutare quel \u201cquid\u201d in pi\u00f9 che ciascuna scuola potrebbe, dovrebbe, aver dato allo studente: la sua capacit\u00e0 di essere cittadino, in due sensi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto nel senso rappresentato dalla familiarit\u00e0 con problematiche che hanno a che fare con la cittadinanza e la Costituzione. Penso a progetti come legalit\u00e0, lotta al bullismo, cineforum su tematiche sociali e politiche, partecipazione a iniziative sul territorio e, ovviamente, anche la conoscenza di quegli elementi di cultura della cittadinanza che da quando ero alle scuole elementari sento declamare come importanti ma che poi non ho mai visto valutare e insegnare veramente da nessuno, in nessuna disciplina, salvo forse, qualche meritevole eccezione fra i docenti di diritto e di storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Secondariamente nel senso di essere un cittadino che capisce le tendenze del mondo che lo circonda, cerca di trovarsi il proprio spazio, conosce ci\u00f2 che accade nel suo territorio e nel tessuto produttivo circostante. Molti hanno banalizzato dicendo \u201callo studente verr\u00e0 chiesto di raccontare come ha fatto le fotocopie durante l\u2019alternanza scuola lavoro\u201d. Non \u00e8 cos\u00ec. Gi\u00e0 il nome della fase di colloquio lo dice: non si parla di \u201calternanza scuola lavoro\u201d ma di \u201ciniziative di orientamento al territorio\u201d. Poi, ovviamente, dipender\u00e0 da come la scuola sapr\u00e0 preparare percorsi ad hoc, e qui entra in gioco l\u2019autonomia dei collegi docenti e dei singoli docenti. Spetta a loro farsi portatori di certi valori nella scuola, oltre, naturalmente e indiscutibilmente, che insegnare le discipline.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche oggi ci sono, e ci sono sempre stati, docenti con questa sensibilit\u00e0. Non \u00e8 certo l\u2019esame di stato che li deve inventare. La novit\u00e0 \u00e8 che oggi l\u2019impegno profuso in tutti questi progetti pu\u00f2 diventare uno dei fattori di valutazione dello studente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il colloquio termina poi con la famosa domanda quiz. Ecco, qui si \u00e8 commesso un errore molto grossolano. Probabilmente tale proposta \u00e8 scaturita come risultato di uno scontro di posizioni che non sappiamo. Per come \u00e8 stata impostata \u00e8 non solo macchinosa e probabile fonte di complicazioni e contenzioso, ma, probabilmente, anche poco utile. In sostanza: questa \u00e8 una follia!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se, come dichiarato, l\u2019obiettivo \u00e8 vedere come lo studente sia in grado di argomentare e utilizzare le proprie conoscenze di fronte ad un caso concreto, partendo da uno stimolo, forse si poteva trovare una soluzione diversa, ma l\u2019intento resta valido.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi, in conclusione, che dire del colloquio? Assegna solo 20% dei punti del voto finale, si pone l\u2019obiettivo di accertare capacit\u00e0 importanti nella preparazione del cittadino, alle quali sino ad oggi non si era prestata sufficiente attenzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo sicuri che ci\u00f2 sia da condannare? Siamo sicuri che un esame che stimola la scuola ad agire in questa direzione sia contrario al dettato costituzionale? Personalmente lo trovo molto pi\u00f9 di sinistra di quanto non sia la attuale situazione. Questo esame di stato presuppone un cittadino preparato da una scuola che deve avere la capacit\u00e0 di valutarlo e che deve dare qualcosa in pi\u00f9, e non di meno, di una tradizionale e solida preparazione di contenuti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, mi si dir\u00e0 che la scuola di oggi non \u00e8 preparata per questo esame, che non ci sono le condizioni\u2026 tutto vero, ma se fino ad oggi questa scuola, per precise volont\u00e0 politiche che la hanno continuamente impoverita, non ha saputo andare in una direzione diversa, non sar\u00e0 certo l\u2019esame di stato a fare la differenza, nel bene e nel male.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che succeder\u00e0 veramente, se cio\u00e8 questa sfida sar\u00e0 raccolta dagli insegnanti, e soprattutto da quelli che condividono i nostri valori, dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 che avranno nel riempire questa scuola dei contenuti. E\u2019 una sfida. E\u2019 una opportunit\u00e0. Non ha senso difendere un esistente indifendibile e sottrarci alle sfide che il cambiamento ci pone. Altrimenti il cambiamento lo gestiranno altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-nv-light-bg-background-color has-background wp-block-paragraph\">Pubblicato su GSG, 19 Febbraio 2019<\/p>\n<p>Views: 378<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una premessa: sono ben lontano dal condividere le spinte alla aziendalizzazione della scuola pubblica che abbiamo avuto in questi anni. Ci tengo a sottolinearlo in quanto le cose che sto per dire potrebbero essere pesantemente fraintese. Si tratta comunque di&#8230; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/il-nuovo-esame-di-stato-una-sfida\/\">Continua a leggere &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-54","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-didattica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=54"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":55,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/54\/revisions\/55"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=54"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=54"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=54"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}