{"id":445,"date":"2025-01-27T16:40:05","date_gmt":"2025-01-27T16:40:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/?p=445"},"modified":"2025-01-27T17:47:42","modified_gmt":"2025-01-27T17:47:42","slug":"wolfszeit-il-tempo-dei-lupi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wolfszeit-il-tempo-dei-lupi\/","title":{"rendered":"WOLFSZEIT: il tempo dei lupi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>O<\/strong><strong>ggi<\/strong><strong>,<\/strong><strong>giornata della Memoria<\/strong>, come ogni anno ho accompagnato i miei studenti a vedere uno spettacolo teatrale al teatro Carbonetti a Broni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sarei immaginato un tradizionale buono spettacolo teatrale in cui si raccontavano alcuni episodi dell&#8217;olocausto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Invece ho avuto una sorpresa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mi sono trovato di fronte ad uno spettacolo totalmente imprevisto, bellissimo, coinvolgente e veramente molto educativo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>WOLFSZEIT: il tempo dei lupi, di Gianluigi Gherzi e Swewa Schneider<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accenner\u00f2 brevemente alla trama per non fare spoiler: invito tutti a vederlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;attrice sul palco \u00e8 una donna,<\/strong><strong> figlia nata e cresciuta in Italia da un padre ex militare nazista<\/strong><strong>, di cui non aveva mai <\/strong><strong>sospettato<\/strong><strong> nulla<\/strong>, fino a quando, alla sua morte, scopre delle carte nel garage e vuole capire, vuole sapere chi fosse stato suo padre, e da l\u00ec inizia una ricerca nella memoria della sua famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 questo sarebbe di per s\u00e9 un ottimo ingrediente per una storia interessante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma lo spettacolo \u00e8 molto di pi\u00f9, per come \u00e8 costruito, con i materiali, autentici, come autentica e personale \u00e8 la storia che l&#8217;attrice, Swewa Schneider, racconta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Q<\/strong><strong>uesta figlia<\/strong> che parlava al padre ormai morto e che chiedeva risposte alla zia ormai anziana <strong>si interrogava, ci interrogava, sul<\/strong><strong> dramma <\/strong><strong>di<\/strong><strong> un&#8217;intera generazione<\/strong><strong>:<\/strong><strong>l<\/strong><strong>a giovent\u00f9 che era cresciuta in Germania tra gli anni Venti e <\/strong><strong>T<\/strong><strong>renta <\/strong><strong>del &#8216;900<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come mai questi che <\/strong><strong>e<\/strong><strong>rano normali <\/strong><strong>ragazzi<\/strong> e ragazze come tutti quelli che ho intorno quando entro in classe, che incontriamo tranquillamente in giro, <strong>siano diventati dei mostri spietati?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed ecco che <strong>Swewa, <\/strong>nel raccontare, attraverso filmati e lettere del padre dalla guerra, <strong>ci racconta di una generazione <\/strong><strong>cresciut<\/strong><strong>a<\/strong><strong> in un clima di propaganda e di voglia di vendetta<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E&#8217; da quel clima, meravigliosamente narrato da Swewa, che sono nati i carnefici che tutti conosciamo, i nazisti dell&#8217;olocausto, quelli delle stragi della Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Q<\/strong><strong>uesto spettacolo \u00e8<\/strong><strong> perfetto per dare un senso alla Giornata della Memoria,<\/strong> in questo 2025 pieno di guerre nel mondo e sopratutto con la tragedia della Palestina sotto i nostri occhi, dove il popolo che sub\u00ec la Shoah oggi appare come il nuovo carnefice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La memoria serve soprattutto a capire il presente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo<\/strong><strong> spettacolo descrive bene<\/strong>, senza mai cadere in un giustificazionismo inaccettabile, ma nemmeno con lo sguardo moralista di chi si sente in diritto di &#8220;scagliare la prima pietra&#8221;, <strong>cosa possa <\/strong><strong>essere successo alla popolazione tedesca <\/strong><strong>alla<\/strong><strong> fin<\/strong><strong>e<\/strong><strong> d<\/strong><strong>e<\/strong><strong>lla prima guerra mondiale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una popolazione cresciuta in una patria umiliata dal Trattato di Versailles, dagli altri Stati, che pure avevano anche le loro colpe nell&#8217;aver scatenato la prima guerra mondiale, e quindi ridotta ad un popolo disperato, alla fame, che cercava vendetta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa vendetta il popolo tedesco l&#8217;ha trovata in un leader, uno dei personaggi pi\u00f9 feroci che la Storia ricordi: Adolf Hitler.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hitler, nel suo folle disegno, credeva veramente nel dominio incontrastato della Germania, e convinse i tedeschi che avevano il potere in Germania: le grandi aziende, le banche, tutti coloro un tempo potenti in Europa e dopo la guerra emarginati dall&#8217;economia mondiale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Occorreva per\u00f2 anche convincere il popolo tedesco. Dare loro una nuova ragione per essere orgogliosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Hitler punt\u00f2 tutto sui giovani, che dovevano riscattare l&#8217;umiliazione della Germania. La propaganda, questa voglia di &#8220;Deutschland uber alles&#8221; cio\u00e8 prima di tutti La Germania, ha generato un&#8217;intera generazione di mostri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questi giovani tedeschi non erano mostri. Come Primo Levi ha avuto modo di dire molto chiaramente, lui stesso ebreo sopravvissuto ad Auschwitz, non esistevano i mostri ma soltanto giovani educati male.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ecco quindi perch\u00e9 oggi, nel 2025, questo spettacolo teatrale \u00e8 importantissimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Anche oggi nel mondo stiamo vedendo crescere generazioni educate male<\/strong>, generazioni a cui si racconta che &#8220;sono gli immigrati che tolgono il lavoro&#8221; sia qui in Italia che in America; <strong>a cui si racconta che il diverso<\/strong>, <strong><em>qualunque sia la ragione per cui lo si vede diverso<\/em><\/strong>, sia per scelte personali che per ragioni religiose, etniche o puramente geografiche, <strong>ci toglie qualcosa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questi leader negativi li abbiamo anche qui in Italia, in Germania, in Francia, in America, in Israele.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perch\u00e9 lo fanno? <\/strong>Le ragioni di Hitler non sono le stesse dei nostri leader di destra, che ormai governano in quasi tutti i paesi occidentali: non credo che Italia o Francia o USA abbiano qualche umiliazione da vendicare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse le ragioni sono altre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo da una semplice verit\u00e0, che non si pu\u00f2 negare. <strong>L<\/strong><strong>&#8216;essere umano<\/strong><strong> se<\/strong><strong> educato all&#8217;amore gener<\/strong><strong>a<\/strong><strong> amore<\/strong><strong>, se<\/strong><strong> educato alla competizione<\/strong><strong>,<\/strong><strong>al<\/strong><strong>la rivincita<\/strong><strong>,<\/strong><strong> all&#8217;odio<\/strong><strong>,<\/strong><strong> genera guerre<\/strong><strong>,<\/strong><strong> genera mostri<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La domanda resta: perch\u00e9 alcuni leader educano all&#8217;odio i loro popoli?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente per ambizione e voglia di potere personale, ma da soli questi due ingredienti non potrebbero spiegarci come fanno ad avere tanto consenso, tanta forza per farsi sentire sui giornali, sulle televisioni, sulla Rete.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per imporre le proprie idee serve forza economica, serve controllo degli apparati di sicurezza. <strong>Serve Potere, per generare altro Potere.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La realt\u00e0 \u00e8 che questi leader, come fu anche per Hitler, sono in realt\u00e0 a loro volta usati da altri, che stanno nell&#8217;ombra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Altri che<\/strong><strong> hanno da nascondere<\/strong><strong>,<\/strong><strong> coprire<\/strong><strong>,<\/strong><strong> proteggere i <\/strong><strong>loro <\/strong><strong>privilegi<\/strong>, sempre meno difendibili in un mondo in cui la maggioranza soffre la fame, lavora in condizioni di schiavit\u00f9, in un ambiente che sta venendo devastato in nome del loro profitto, ottenuto non per merito ma per la posizione che gli consente di avere il potere necessario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L&#8217;unico modo che questi individui hanno per restare al potere \u00e8 impedire che i loro popoli gli si rivoltino contro.<\/strong> E allora l&#8217;unica soluzione \u00e8 dire che la colpa \u00e8 di altri, di nemici interni o esterni, da combattere e schiacciare senza piet\u00e0, in nome di un diritto divino che in realt\u00e0 divino non \u00e8 affatto, come le sagge parole di Papa Francesco ci ricordano. E non importa che scoppiano guerre: loro ci guadagnano perch\u00e9 vendono le armi, e vivono in luoghi protetti e sicuri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In fondo anche Hitler venne usato dai Krupp per gli stessi motivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche Mussolini riusc\u00ec ad andare al potere perch\u00e9 lo vollero i latifondisti agrari e gli industriali che volevano trattare da schiavi i loro contadini e i loro operai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E anche adesso le dinamiche sono le stesse: costoro si arricchiscono con extraprofitti sul gas, sull&#8217;energia, sulla vendita di armi, e i nostri popoli fanno la fame: in Italia abbiamo 6 milioni di poveri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto questo porta guerre, genera mostri. Ed \u00e8 per questo che nella nostra Costituzione c&#8217;\u00e8 scritto l&#8217;articolo 11: L&#8217;Italia ripudia la guerra. Peccato che chi ci governa non abbia compreso la nostra Costituzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Questa \u00e8 la riflessione che questo bellissimo spettacolo mi regalato<\/strong>. <strong>Questo significa educare alla Memoria, alla Pace.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Andate a vederlo:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">WOLFSZEIT: il tempo dei lupi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.comune.villasanta.mb.it\/servizi\/eventi\/cerca_fase03.aspx?ID=26177\">https:\/\/www.comune.villasanta.mb.it\/servizi\/eventi\/cerca_fase03.aspx?ID=26177<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n<p>Views: 871<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi,giornata della Memoria, come ogni anno ho accompagnato i miei studenti a vedere uno spettacolo teatrale al teatro Carbonetti a Broni. 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