{"id":41,"date":"2019-07-16T10:58:00","date_gmt":"2019-07-16T10:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/?p=41"},"modified":"2023-03-21T20:42:34","modified_gmt":"2023-03-21T20:42:34","slug":"autonomia-regionale-e-scuola-una-risposta-da-sinistra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/autonomia-regionale-e-scuola-una-risposta-da-sinistra\/","title":{"rendered":"Autonomia regionale e scuola: una risposta da sinistra"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema dell\u2019autonomia differenziata \u00e8 l\u2019ennesima dimostrazione di come la sinistra manchi di una idea di Paese da contrapporre a quella, purtroppo egemonica, della destra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quale modello di societ\u00e0 vogliamo proporre? Come vorremmo il mondo in cui dovranno vivere le future generazioni? Quali risposte diamo ai bisogni, veri, attuali, drammatici, degli italiani, e non solo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Senza risposte a queste domande saremo sempre perdenti nei confronti di una destra aggressiva che, a parole, promette di rispondere ai bisogni delle persone: sicurezza, stabilit\u00e0, certezza nel futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cuore di questo intervento \u00e8 che, per citare le parole di Massimo D\u2019Alema,<strong> \u201cLa sinistra si \u00e8 trovata disorientata di fronte a una globalizzazione che ha acuito le disuguaglianze\u201d e, <\/strong>aggiungo io,<strong> adesso deve trovare delle risposte \u201cdi sinistra\u201d, coerenti con i propri valori, che sono gli stessi scritti nella Costituzione e in circa 200 anni di storia di lotte e conquiste sociali e civili.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019autonomia, in questo senso, pu\u00f2 essere importante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il modello di societ\u00e0 in cui sono cresciuto, risultato di condizioni internazionali uniche nella storia, \u00e8 andato in crisi gi\u00e0 negli anni \u201890.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 da allora che si sente parlare di attacchi ai diritti dei lavoratori, allo stato sociale, a tutte le conquiste degli anni \u201860 e \u201870.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fino ai primi anni del XXI secolo il sistema economico mondiale ha comunque retto, spostando l\u2019asse dell\u2019economia verso una progressiva finanziarizzazione, a scapito dell\u2019economia reale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo venivano sempre pi\u00f9 erosi i margini di manovra degli stati nazionali, ai quali sfuggiva progressivamente il controllo dell\u2019economia, e venivano demolite \u201cle costituzioni dei paesi del mediterraneo\u201d, nel nome di una globalizzazione ritenuta, a torto, benevola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi nel 2008 la crisi \u00e8 esplosa in tutta la sua evidenza, ed ha messo in discussione pesantemente tutto il nostro sistema occidentale. Ha massacrato le classi pi\u00f9 deboli, e ha pesantemente aggredito anche la classe media.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 una crisi, innanzitutto, di modello economico, di redistribuzione di ricchezze fra Nord e Sud del mondo, e anche di redistribuzione all\u2019interno dei paesi ricchi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte a questa crisi ci siamo trovati scoperti, come sinistra, e incapaci di cogliere i cambiamenti che erano nel frattempo intervenuti nella societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ed \u00e8 proprio qui che il tema dell\u2019autonomia regionale entra nel discorso, sia perch\u00e9 ci indica una possibile via di uscita, sia perch\u00e9, riflettendo sulle reazioni che ha sin qui avuto la sinistra italiana, ci rendiamo conto della nostra inadeguatezza di prospettive.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Va subito detto che il progetto di Autonomia Regionale differenziata che \u00e8 sulla scena politica da ormai oltre un anno, quello che la Lega vorrebbe attuare in gran segreto, all\u2019oscuro o quasi degli organi rappresentativi, stravolgendo ogni corretta prassi parlamentare, va rifiutato decisamente, e interamente,<\/strong> per le ragioni che meglio di me hanno espresso in questi mesi Massimo Villone, Gianfranco Viesti, Andrea Del Monaco, Marco Esposito e tanti altri, e, come \u00e8 emerso anche dall\u2019assemblea nazionale di ArticoloUno del 13 Luglio scorso, anche la totalit\u00e0 degli intervenuti nel dibattito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema \u00e8 per\u00f2 quello di non limitarsi a contrastare il progetto leghista per lasciare tutto com\u2019\u00e8, ma occorre dare una risposta da sinistra su questo tema, ricordandoci come il tema dell\u2019autonomia, anzi, delle autonomie, \u00e8 fortemente legato alla migliore tradizione della sinistra, \u00e8 da sempre stato un tema di libert\u00e0 e di emancipazione dei popoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cominciamo col dire che chi sostiene la proposta di autonomia oggi in discussione non \u00e8 solo il \u201cpartito della Padania\u201d di qualche anno addietro. E\u2019 presente nel Nord del Paese, trasversale a tutti i partiti, compreso il PD, una corrente di opinione che ritiene politicamente accettabile immaginare una macroregione del Nord che si liberi dalla cosiddetta zavorra del Sud e possa competere in Europa. Ne \u00e8 testimonianza la posizione dell\u2019Emilia Romagna, che, a prescindere dai contenuti pi\u00f9 o meno differenti dalle proposte di Veneto e Lombardia, sta adottando la stessa procedura opaca, priva di confronto, nelle segrete stanze del governo leghista, per portare avanti la proposta di autonomia regionale differenziata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io definisco questa corrente d\u2019opinione \u201cil partito del Nord\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea di questo partito \u00e8 che l\u2019Italia descritta dalla Costituzione abbia fallito, e che quindi, almeno, si salvi la parte pi\u00f9 forte e produttiva del Paese mettendola in grado di competere con le altre economie, secondo un modello economico \u201caggressivo e vincente\u201d, eliminando, se necessario, le garanzie e i diritti che l\u2019Italia ha garantito in questo dopoguerra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Detto in altri termini, un modello di societ\u00e0 iperliberista, in cui la ricchezza dei pochi si regge sulle sofferenze dei molti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa posizione ha per\u00f2 avuto la possibilit\u00e0 di diventare egemone proprio perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 stata una differente proposta a contrastarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se nel profondo Nord la Lega \u00e8 votata anche da moltissimi lavoratori, tantissimi iscritti alla CGIL, se in gran parte dell\u2019elettorato del PD (e non solo) delle regioni del Nord c\u2019\u00e8 una neanche tanto nascosta adesione al \u201cpartito del Nord\u201d, \u00e8 perch\u00e9 non funziona pi\u00f9 quel modello di stato centrale che, fino ad un certo momento storico, ha garantito una crescita, un benessere, una sicurezza nelle prospettive di vita a tutti gli italiani, insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quel modello di stato \u00e8 venuto meno per le citate condizioni internazionali, a cui facevo riferimento in apertura, ma anche per ragioni tutte italiane, di inefficienza, corruzione, eccesso di burocrazia, al Nord come al Sud, si badi bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente ha anche pesato l\u2019Europa dell\u2019Euro e dei vincoli di bilancio, che hanno impedito l\u2019attuazione di politiche espansive e perequative, che negli anni 60 e 70 hanno consentito di conciliare in maniera morbida redistribuzione delle risorse con crescita economica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Resta per\u00f2 un dato di fatto oggettivo: lo stato che fino agli anni \u201880 interveniva nell\u2019economia, creando un welfare universale fra i migliori al mondo, ha abbandonato al mercato il controllo del Paese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo stato ha smobilitato. E con esso le tradizionali forze politiche che del ruolo attivo dello stato nell\u2019economia facevano il centro del proprio progetto politico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di fronte a questa debacle la sinistra ha reagito in due modi, opposti, e per certi versi frutto della stessa mancanza di strategia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo visto, per un verso, l\u2019involuzione di quella che fu la pi\u00f9 grande forza della sinistra europea, rassegnatasi ad essere mero gestore dell\u2019esistente, cercando addirittura di competere con la destra sul suo stesso terreno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una delle tante riprove di ci\u00f2 sta proprio nella genesi della sciagurata riforma del titolo V della Costituzione, voluta per contendere alla Lega gli elettori nel nord Italia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019altro verso la sinistra radicale ha invece avuto una reazione di sostanziale immobilit\u00e0, esprimendo, su questo argomento, un rifiuto a priori del concetto di autonomia a tutti i livelli, dalla scuola all\u2019organizzazione dello stato, limitandosi a riproporre la conservazione dello status quo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La sinistra radicale ha confuso la giusta difesa dei valori costituzionali, con la difesa delle forme di organizzazione dello stato edificate nella prima Repubblica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella forma di stato non funziona pi\u00f9 perch\u00e9 in un contesto economico globalizzato, uno stato di 60 milioni di persone non ha la forza, per condurre una propria politica economica autonoma. Per questo servirebbe una vera Europa, ma ci torner\u00f2 in conclusione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella forma di stato non funziona pi\u00f9 per i mutamenti intervenuti nella struttura economica, quei mutamenti che chiamiamo globalizzazione e che significano finanziarizzazione dell\u2019economia, automazione e conseguente riduzione o scomparsa di molto del lavoro come lo conoscevamo nel \u2018900, significano possibilit\u00e0 di delocalizzare le imprese, muovere velocemente i capitali, significano imprese private multinazionali che hanno dei bilanci paragonabili, se non superiori, a quelli di molti stati nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per dirla in poche semplici e drastiche parole, la globalizzazione ha lasciato un unico ruolo agli stati nazionali: quello di controllare i cittadini e privarli degli spazi di democrazia e dei diritti che avevano conquistato nel secondo dopoguerra. Nel luglio del 2001, a Genova, durante il vertice del G8, abbiamo avuto una palese e drammatica esemplificazione del concetto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo disegno di restrizione degli spazi di democrazia e della quota di risorse economiche disponibili, lo hanno intuito i lavoratori, i cittadini delle periferie, della classe media, delle zone pi\u00f9 povere del paese, i quali di fronte ad una crisi che ha eroso progressivamente il loro potere di acquisto, non hanno, giustamente, ritenuto credibile una proposta politica fatta solo di conservazione dell\u2019esistente, come nel caso della sinistra radicale, o di arrendevole accettazione della sconfitta, come nel caso del PD, e si sono fatti attrarre, in mancanza d\u2019altro, dalle sirene di una destra xenofoba e sovranista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oppure, il che \u00e8 lo stesso, hanno rinunciato ad esercitare ogni diritto di partecipazione politica. Un\u2019astensione che ormai si avvicina al 50% ne \u00e8 la prova.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che questi cittadini non sanno, anche perch\u00e9 nessuno glielo dice chiaramente, \u00e8 che quando il progetto di dissoluzione delle forme politiche nelle quali viviamo, lo stato unitario, la stessa Europa, sar\u00e0 completato, essi, cio\u00e8 noi tutti, si ritroveranno senza diritti, senza certezze, ancora pi\u00f9 soli e indifesi nelle periferie delle grandi citt\u00e0, in simulacri di stati che assomiglieranno all\u2019Ungheria o alla Polonia, dove il potere economico mondiale, quello forte, imporr\u00e0 le condizioni e governer\u00e0 con la complicit\u00e0 di classi dirigenti locali mantenute nel benessere al solo scopo di asservire la maggior parte delle popolazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto di dissoluzione della scuola pubblica, che viene da lontano, pu\u00f2 essere meglio compreso alla luce di questo fosco scenario: il tentativo \u00e8 quello di assoggettare la scuola alle regole del mercato e toglierle il ruolo di comunit\u00e0 educante, nella quale crescono i cittadini del domani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E allora cosa si chiede ad una sinistra socialista moderna, che voglia porsi l\u2019obiettivo di contrastare tutto questo?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si chiede <strong>coraggio<\/strong> e <strong>intelligenza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>coraggio<\/strong> di continuare a difendere i principi scritti nella Costituzione, di continuare a lottare per l\u2019uguaglianza, per un welfare universale, per la libert\u00e0 degli individui, per un mondo in pace, libero da guerre e nel quale le persone non siano costrette a fuggire dalle proprie terre devastate da conflitti o da catastrofi ambientali .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>intelligenza<\/strong> di capire in che modo perseguire quegli obiettivi nelle mutate condizioni di contesto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da questo punto di vista il concetto di autonomia assume un ruolo importantissimo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pi\u00f9 importante riferimento all\u2019autonomia lo troviamo nell\u2019articolo 5, che dice:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il pi\u00f9 ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell&#8217;autonomia e del decentramento<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019autonomia disegnata dall\u2019articolo 5 \u00e8 la negazione della globalizzazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Seguendo la nostra Costituzione, se volessimo combinare il secondo comma dell\u2019articolo 3 con l\u2019articolo 5, potremmo immaginare uno stato forte nel sancire e difendere i principi generali indicati dalla Costituzione, garantire i servizi universali (energia, acqua, salute, trasporti, ambiente, difesa della legalit\u00e0) in modo uguale per tutti e su tutto il territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Uno stato che fornisca un substrato culturale comune a tutti gli italiani, con una scuola pubblica, libera da qualsiasi condizionamento politico, e da qualsiasi ricatto economico che la renda subalterna alle aziende operanti nel territorio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E che lasci poi alle comunit\u00e0 locali la libert\u00e0 di autogestirsi, senza strangolarle con una burocrazia opprimente e inutile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019autonomia di cui si parla nell\u2019articolo 5 \u00e8 quella per cui la sinistra ha lottato per anni:<\/strong> \u00e8 quella che port\u00f2, negli anni 70, a costituire i comitati dei quartieri, gli organi collegiali nelle scuole, a volere i consigli di fabbrica, a creare organi di governo del territorio per difendere parchi e comunit\u00e0 montane.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 l\u2019autonomia dei corpi intermedi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 l\u2019autonomia delle piccole realt\u00e0 in cui vive e lavora la gente, gestite da amministratori vicini e controllabili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa autonomia si pu\u00f2 attuare solo in uno stato comune, che, secondo il principio di solidariet\u00e0 scritto nell\u2019articolo 2 della Costituzione, raccoglie e redistribuisce risorse, aiutando le aree svantaggiate, investendo in grandi opere pubbliche e garantendo alle autonomie locali ampia libert\u00e0 organizzativa, risorse adeguate, e, ovviamente, un controllo di legalit\u00e0 degno di questo nome, per evitare la degenerazione del regionalismo criminale che abbiamo conosciuto in questi anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa autonomia \u00e8 l\u2019unica che pu\u00f2 mobilitare territori, riattivare la partecipazione e la solidariet\u00e0 fra le persone, opporsi ai poteri forti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019autonomia non ha nulla a che fare con il progetto del Partito del Nord, che vorrebbe un potere centralistico a livello regionale, distante dai cittadini, forte di un meccanismo di governo maggioritario e poco rappresentativo, che limiterebbe e assoggetterebbe nel suo territorio ogni forma di autonomia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non \u00e8 un caso che il sindaco di Milano, Sala, si sia espresso decisamente contro questo progetto che limiterebbe all\u2019inverosimile l\u2019autonomia dei comuni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che quella del Partito del Nord sia una falsa autonomia lo ha capito anche il mondo della scuola. Le scuole hanno adesso un ampio margine di autonomia, garantito dalle istituzioni nazionali, che con la proposta in discussione sparirebbe, asservendo le scuole al controllo politico regionale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019autonomia che deve perseguire una sinistra moderna non \u00e8 l\u2019autonomia del pi\u00f9 forte che trattiene per s\u00e9 tutto quello che pu\u00f2, ma \u00e8 l\u2019autonomia di chi capisce che in questo mondo siamo tutti interdipendenti. Tutti liberi, ma consapevoli che la nostra libert\u00e0 \u00e8 garantita proprio dallo stare insieme, sotto un\u2019unica bandiera, mettendo in comune le forze.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa idea \u00e8 la stessa, e la sola, che pu\u00f2 ridare un senso alla prospettiva Europea. L\u2019Europa dei mercati, della burocrazia, quella che i cittadini non sopportano pi\u00f9, non \u00e8 la casa comune che i popoli europei sognavano, e di cui hanno bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il vero obiettivo \u00e8 una casa comune europea, che sappia coniugare il principio delle autonomie con l\u2019idea di un continente unito, con valori e cultura in comune.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una casa comune forte, in grado di competere sul mercato mondiale, di saper difendere un proprio modello economico condiviso, e capace di contare sulla scena internazionale, in grado di gestire situazioni drammatiche come quelle che si vivono nel continente africano, una casa in cui vengano rispettate le peculiarit\u00e0 locali, in cui gli europei si sentano liberi di organizzarsi e muoversi senza l\u2019assillo di un potere stringente e lontano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una casa comune che abbia la forza per ridare alla politica il controllo sull\u2019economia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La battaglia non \u00e8, e non deve essere, \u201ccontro l\u2019autonomia\u201d, ma contro chi vuole togliere ai popoli i propri diritti, le proprie sicurezze, la propria libert\u00e0.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se sapremo dire questo riusciremo a proporre agli italiani un nuovo modello di Paese per il quale credere e lottare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-nv-light-bg-background-color has-background wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.glistatigenerali.com\/governo_scuola\/autonomia-una-risposta-da-sinistra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Pubblicato su GSG, il 16 Luglio 2019<\/a><\/p>\n<p>Views: 457<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema dell\u2019autonomia differenziata \u00e8 l\u2019ennesima dimostrazione di come la sinistra manchi di una idea di Paese da contrapporre a quella, purtroppo egemonica, della destra. 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