{"id":24,"date":"2020-09-05T10:28:00","date_gmt":"2020-09-05T10:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/?p=24"},"modified":"2022-07-20T11:08:18","modified_gmt":"2022-07-20T11:08:18","slug":"dad-e-didattica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/dad-e-didattica\/","title":{"rendered":"DaD e didattica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019emergenza Covid ha impresso una accelerazione ad alcuni processi gi\u00e0 in atto nella scuola, ed \u00e8 opportuno avviare una riflessione in tal senso, in ragione dell\u2019importanza che la Scuola Pubblica riveste nel nostro ordinamento, sia come strumento di formazione e crescita per i giovani cittadini, che come strumento cardine per ridurre gli ostacoli alla piena realizzazione degli individui.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le indicazioni nazionali<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo dalle <a href=\"https:\/\/www.miur.gov.it\/documents\/20182\/0\/ALL.+A+_+Linee_Guida_DDI_.pdf\/f0eeb0b4-bb7e-1d8e-4809-a359a8a7512f\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Linee guida per la Didattica Digitale Integrata.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Didattica digitale integrata e Didattica a Distanza non sono esattamente la stessa cosa<\/strong>. Leggendo le \u201cLinee guida per la Didattica digitale integrata\u201d si nota costantemente una sovrapposizione dei due concetti, quasi a voler intendere che l\u2019uso di tecnologie digitali sia esclusiva pertinenza della didattica svolta a distanza. Ci\u00f2 viene addirittura esteso alle scelte metodologiche. Lascia, infatti, molto perplessi l\u2019affermazione contenuta a pag. 6 delle citate linee guida:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>La lezione in videoconferenza agevola il ricorso a metodologie didattiche pi\u00f9 centrate sul protagonismo degli alunni, consente la costruzione di percorsi interdisciplinari nonch\u00e9 di capovolgere la struttura della lezione, da momento di semplice trasmissione dei contenuti ad agor\u00e0 di confronto, di rielaborazione condivisa e di costruzione collettiva della conoscenza. Alcune metodologie si adattano meglio di altre alla didattica digitale integrata: si fa riferimento, ad esempio, alla didattica breve, all\u2019apprendimento cooperativo, alla flipped classroom, al debate quali metodologie fondate sulla costruzione attiva e partecipata del sapere da parte degli alunni che consentono di presentare proposte didattiche che puntano alla costruzione di competenze disciplinari e trasversali, oltre che all\u2019acquisizione di abilit\u00e0 e conoscenze<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa affermazione \u00e8 praticamente priva di fondamento. L\u2019utilizzo di tecnologie digitali, sia per presentare che per mettere a disposizione materiali didattici che per fornire ambienti di simulazione \u00e8 prassi ormai consolidata da anni nella scuola italiana. Personalmente utilizzo da 15 anni una piattaforma, Moodle, per mettere a disposizione dei miei studenti tutti i materiali didattici che fanno parte del corso, compresi molti link a fonti esterne, molte delle quali sono veri e propri laboratori on-line per la simulazione\/applicazione dei concetti di teoria. Utilizzo dal 2009 Cisco Packet Tracer per simulare con i miei studenti apparati di network, con un grado di realismo paragonabile a quello che si avrebbe se disponessimo fisicamente, in laboratorio, degli stessi apparati. Utilizzo ambienti di sviluppo sia per personal computer che per microcontrollori, ad esempio tutto quanto concerne l\u2019utilizzo di Arduino. Tantissimi miei colleghi, da anni, ricorrono a strumenti per creare presentazioni, video, tutorial. Tantissimi ricorrono a materiali reperibili su Internet. Tanti altri utilizzano Padlet, oppure creano mappe concettuali on line, o condividono materiali utilizzando Google Drive, Edmodo e mille altre tecnologie. Si sono sviluppati in questi anni, anche in Italia, decine di siti dove si possono ritrovare materiali ordinati. Ad esempio, famosissimi sono i video del Prof. Barbero che arricchiscono tantissimo gli strumenti a disposizione di un docente di storia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 \u00e8 utilissimo! Ma non \u00e8 assolutamente correlato con la DaD. Sono semplicemente materiali o strumenti di lavoro che possono essere utilizzati da un docente sia durante attivit\u00e0 in presenza che durante attivit\u00e0 a distanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La stessa affermazione \u201c<strong>Alcune metodologie si adattano meglio di altre alla didattica digitale<\/strong>\u201d \u00e8 di per s\u00e9 vera, ma non rilevante nel discorso. Cos\u00ec come la \u201cdidattica digitale\u201d non implica la DaD, alla stessa maniera Flipped classroom, Debate, e cos\u00ec via non implicano la DaD. Argomentando sul puro piano della logica proposizionale, abbiamo la seguente situazione:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>\u201cDidattica digitale\u201d IMPLICA \u201cmetodologie che utilizzano il digitale\u201d<\/li><li>\u201cDidattica digitale\u201d NON IMPLICA \u201cdidattica a distanza\u201d<\/li><li>\u201cmetodologie che utilizzano il digitale\u201d NON IMPLICA \u201cdidattica a distanza\u201d<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 poi tutto da dimostrare che certe metodologie, di per s\u00e9, abbiano strettamente bisogno del digitale (certo possono avvantaggiarsene, \u00e8 indubbio).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prendiamo ad esempio il \u201cDebate\u201d: non \u00e8 necessario essere in videoconferenza per poter far dibattere due studenti davanti ad una platea. Anzi, forse il dibattito \u201cdal vivo\u201d riesce meglio, si riescono a cogliere quel \u201clinguaggio del corpo\u201d degli oratori, quelle vibrazioni nella platea, che sono impensabili \u201cin videoconferenza\u201d. Che poi questo stesso termine, \u201cvideoconferenza\u201d, utilizzato dagli estensori delle linee guida, rappresenti un ossimoro rispetto alla successiva locuzione \u201cpartecipazione degli alunni\u201d\u2026 presumo che sia una svista di chi le ha scritte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Analogamente la Flipped Classroom, metodologia didattica in uso da anni, non ha nessun bisogno della DaD per essere messa in atto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019affermazione citata in apertura risulta ancor pi\u00f9 infondata se pensiamo all\u2019apprendimento cooperativo o al protagonismo degli studenti o allo sviluppo di percorsi interdisciplinari: chi ha scritto quella affermazione tenta di classificare come esclusive della DaD caratteristiche che invece sono proprie di un moderno, corretto, modo di intendere la didattica, sotto qualsiasi forma essa si presenti, sia a distanza che in presenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando leggo nelle linee guida \u201cintrodurre la DDI\u201d nelle scuole secondarie, la mia risposta non pu\u00f2 che essere: \u201cla didattica digitale \u00e8 gi\u00e0 ampiamente introdotta, ed anche in modo integrato, ma la DaD \u00e8 un\u2019altra cosa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per quanto detto sopra, le argomentazioni che mi accingo a portare non sono assolutamente rivolte alle tecnologie digitali o alle moderne metodologie didattiche, ma esclusivamente alla possibilit\u00e0 che la DaD possa, e in che misura, sostituire la didattica in presenza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La DaD serve s\u00ec o no?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Durante la fase di lockdown la DaD \u00e8 stata una soluzione di emergenza<\/strong> che \u00e8 sicuramente servita a garantire un minimo di continuit\u00e0 nel rapporto degli studenti con l\u2019istituzione. Aver evitato di chiudere tout-court \u00e8 stato importantissimo. Questo \u00e8 un merito della DaD che deve essere riconosciuto, cos\u00ec come deve essere riconosciuto ai docenti il merito di essersi impegnati nel tentare di portarla avanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La DaD \u00e8 parzialmente riuscita a supplire alla mancanza della tradizionale didattica in presenza.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha offerto un sostituto abbastanza valido nei casi in cui gi\u00e0 la didattica in presenza era impostata in modo tradizionale, frontale, e quindi risultava abbastanza agevole sostituire la comunicazione trasmissiva in presenza con quella mediata da una connessione telematica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In alcuni casi la DaD ha addirittura migliorato la situazione, soprattutto, anche se questo pu\u00f2 sembrare paradossale, quando ci si trovava in presenza di docenti non molto avvezzi (ma non del tutto digiuni) all\u2019utilizzo di tecnologie digitali. Questi sono stati costretti a migliorare la propria capacit\u00e0 di utilizzo delle tecnologie digitali pi\u00f9 di quanto non sentissero l\u2019esigenza di fare precedentemente alla DaD, quando la lezione consisteva perlopi\u00f9 nel recarsi in classe e parlare o interrogare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se invece consideriamo gli insegnanti che gi\u00e0 da tempo erano abituati ad utilizzare in modo sicuro le tecnologie digitali, quindi, ad esempio, anche ambienti di virtualizzazione o simulazione, vediamo che per costoro la DaD non ha comportato particolari problemi nell\u2019erogazione della lezione, pur avendo comunque perso quella dimensione empatica che scaturisce dal clima della classe. Possiamo dire che per questi docenti la DaD non ha aggiunto nulla, o quasi, mentre la mancanza della presenza ha tolto parecchio. Soprattutto rispetto alla didattica laboratoriale, come vedremo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La DaD ha consentito agli studenti di disporre di materiali con cui rivedere la lezione<\/strong> (nei casi in cui veniva registrata) o, perlomeno, una maggiore quantit\u00e0 di materiali di studio, senz\u2019altro molto pi\u00f9 che non gli appunti cartacei presi sul quaderno o il tradizionale libro di testo (anch\u2019essi comunque importanti nel processo di apprendimento). In questo senso la DaD ha consentito agli studenti di migliorare le proprie competenze nell\u2019utilizzo degli strumenti digitali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In alcuni casi, per studenti particolari, la \u201cmediazione della tastiera\u201d ha consentito addirittura una maggiore partecipazione: non \u00e8 stato infrequente il caso dello studente pi\u00f9 introverso che tramite la chat \u00e8 riuscito ad intervenire pi\u00f9 di quanto non riuscisse a fare in classe. In questo caso la possibilit\u00e0 di una partecipazione asincrona, attuata anche durante lo stesso svolgimento della lezione, \u00e8 stata un inaspettato risultato positivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La DaD ha mostrato oggettivamente dei limiti,<\/strong> alcuni dei quali non facilmente superabili o, forse, non superabili del tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La didattica laboratoriale \u00e8 stata praticamente ridotta ai minimi termini e per alcuni settori resa praticamente impossibile<\/strong>. Questo \u00e8 un aspetto molto importante, vista la centralit\u00e0 che essa riveste nel nostro sistema di istruzione, e merita un approfondimento, anche normativo. La didattica laboratoriale \u00e8 pi\u00f9 volte richiamata nelle riforme degli ultimi anni. Uno dei documenti forse pi\u00f9 importanti in tal senso \u00e8 il DPR 88 del 15 marzo 2010, dove, nell\u2019allegato A, descrive, in diversi punti, il ruolo della didattica laboratoriale negli istituti tecnici:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">2.1 Risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>A conclusione dei percorsi degli istituti tecnici, gli studenti \u2013 attraverso lo studio, le esperienze operative di laboratorio e in contesti reali, la disponibilit\u00e0 al confronto e al lavoro cooperativo, (\u2026)<\/p><p>2.4 Strumenti organizzativi e metodologici<\/p><p>(\u2026) Gli aspetti tecnologici e tecnici sono presenti fin dal primo biennio ove, attraverso l\u2019apprendimento dei saperi-chiave, acquisiti soprattutto attraverso l\u2019attivit\u00e0 di laboratorio, esplicano una funzione orientativa. (\u2026)<\/p><p>Le metodologie sono finalizzate a valorizzare il metodo scientifico e il pensiero operativo; analizzare e risolvere problemi; educare al lavoro cooperativo per progetti; orientare a gestire processi in contesti organizzati. (\u2026) Tali metodologie richiedono un sistematico ricorso alla didattica di laboratorio, in modo rispondente agli obiettivi, ai contenuti dell\u2019apprendimento e alle esigenze degli studenti, per consentire loro di cogliere concretamente l\u2019interdipendenza tra scienza, tecnologia e dimensione operativa della conoscenza.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro importante riferimento lo troviamo lo troviamo nell&#8217;allegato tecnico alla direttiva n. 4 del 16 gennaio 2012, che faceva seguito al DPR 88:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Il miglioramento della qualit\u00e0 dell\u2019offerta di istruzione e formazione si realizza, inoltre, con l\u2019adozione di metodologie didattiche innovative \u2013 altro punto chiave della Raccomandazione europea \u2013 fondate sia sull&#8217;ampio uso delle tecnologie informatiche (IT), sia sulla valorizzazione del metodo scientifico e dell\u2019approccio laboratoriale, diffuso non solo alle discipline tecnologiche, ma a tutte le discipline del curricolo. Si fa riferimento, (\u2026) ad una didattica laboratoriale, non legata ad uno specifico luogo fisico, attraverso la quale lo studente \u00e8 chiamato ad affrontare le diverse problematiche disciplinari con metodologie di tipo induttivo, improntate alla pedagogia collaborativa del compito condiviso e del progetto che lo rendono protagonista degli apprendimenti. Per una trattazione pi\u00f9 ampia di questo approccio si rimanda alle Linee Guida del primo biennio.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Analoghe considerazioni le troviamo sia nei DPR 87 e 89, rispettivamente relativi al riordino dei Professionali e dei Licei, che in successivi atti normativi, non ultima la legge 107 del 2015.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tutti i casi viene ribadito un concetto fondamentale: <strong>la didattica laboratoriale, cardine del sistema di istruzione, si avvale di tecnologie e strumenti adatti ed \u00e8 indissolubilmente connessa ad una didattica partecipativa<\/strong>. Tradotto in termini operativi significa, per gli studenti, lavorare insieme, in un luogo in cui disporre di strumenti, scambiarsi opinioni al volo, provare soluzioni; per il docente significa monitorare contemporaneamente diversi gruppi di lavoro, intervenire nelle diverse situazioni, approfittare di episodi significativi per richiamare l\u2019attenzione della classe e riflettere insieme su alcuni aspetti teorici chiamati in causa dall\u2019attivit\u00e0 che in quel momento, in quella classe, si sta svolgendo. E, si badi, non \u00e8 affatto detto che ci\u00f2 possa o debba avvenire solo \u201cin laboratorio\u201d. <strong>La norma \u00e8 chiara: la didattica laboratoriale non (\u00e8) legata ad uno specifico luogo fisico<\/strong>. Ogni disciplina, in ogni momento, pu\u00f2, e dovrebbe, essere affrontata con tale approccio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per descrivere la relazione che si instaura nello scambio di informazioni di una corretta attivit\u00e0 laboratoriale, noi informatici usiamo l\u2019espressione \u201cmolti a molti\u201d, anche se, ovviamente, al docente resta il delicato ruolo di organizzare la lezione e dirigere tutta questa frenetica attivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Al contrario la DaD, perlomeno come la si pu\u00f2 concretamente realizzare oggi, con le tecnologie di cui disponiamo, consente tuttalpi\u00f9 una comunicazione \u201cuno a molti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto interattiva possa essere, la DaD comporta sempre una centralit\u00e0 del docente che resta il dispensatore di conoscenze, anche se presentate nei modi pi\u00f9 avanzati. Sicuramente \u00e8 possibile, anzi, auspicabile, che il docente con la DaD possa assegnare agli studenti lavori da svolgere in gruppo, e che gli studenti si organizzino autonomamente, ed \u00e8 anche possibile che ciascun gruppo sia costantemente connesso con il docente, ma ci\u00f2 non \u00e8 assolutamente paragonabile alla presenza contemporanea di pi\u00f9 gruppi di lavoro nello stesso luogo, unica condizione che consente immediatezza di comunicazione, consente al docente di cogliere situazioni interessanti sulle quali intervenire, consente l\u2019interazione fra studenti dei diversi gruppi, crea quel clima di sana competizione e collaborazione nello stesso tempo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si badi, fino ad ora ho descritto i limiti della DaD esclusivamente in relazione ad una generica didattica laboratoriale che potrebbe andar bene per qualsiasi disciplina che non necessiti di tecnologie particolari, come, ad esempio, Italiano, Storia o anche, al limite, l\u2019insegnamento di Informatica, che tramite gli strumenti di simulazione o di comunicazione consente di lavorare su apparati di rete simulandoli su un singolo PC, senza necessit\u00e0 di acquistarli, oppure di sviluppare programmi sul semplice PC di casa senza bisogno di nulla di speciale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proviamo a pensare invece allo studio della Fisica, o della Chimica, oppure ad un istituto alberghiero, dove si insegna \u201ccucina\u201d, o ad un professionale meccanico, dove si utilizzano torni a controllo numerico. E gli esempi da fare sarebbero tanti, perch\u00e9 sono tanti gli indirizzi di scuola in cui <strong>la didattica laboratoriale implica la necessit\u00e0 di attrezzature e spazi che non possono essere disponibili a tutti e ovunque.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In estrema sintesi, l\u2019idea di DaD, che in questi mesi sta venendo sbandierata come la grande innovazione per la scuola pubblica, implica un forte ritorno ad una didattica frontale, un deciso arretramento rispetto alla riforma del 2010 e a tutti i successivi progressi in tema di introduzione delle tecnologie digitali nelle scuole, tecnologie intese come strumenti di lavoro utilizzabili nelle pi\u00f9 svariate metodologie didattiche a disposizione del docente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La DaD ha escluso dall\u2019accesso al sapere tantissimi studenti<\/strong>. Questo \u00e8 ormai sotto gli occhi di tutti, e non intendo dilungarmi. Le cause sono le pi\u00f9 svariate, dal divario digitale alle differenze nell\u2019ambiente familiare, fino a semplici problemi tecnici, ma \u00e8 un dato certo che per molti studenti, soprattutto coloro che necessitavano di maggiore attenzione per attuare una vera inclusione, la DaD non ha funzionato. Se la scuola ha il compito di unire, integrare, facilitare, non possiamo certo affermare che la DaD possa operare in tal senso meglio di quanto non possa fare la didattica in presenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La DaD ha portato alla luce grossi problemi nella valutazione degli studenti. <\/strong>Questo \u00e8 un aspetto molto interessante, che fa emergere un annoso problema del rapporto dei docenti con la valutazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con la DaD molti docenti si sono posti il problema della attendibilit\u00e0 delle misurazioni delle prove dei ragazzi, e quindi della successiva valutazione. Sicuramente strumenti come i test a risposta chiusa o anche altri tipi di prove semistrutturate possono essere pi\u00f9 facilmente \u201calterati\u201d senza un controllo fisico, in presenza, del docente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia questo non \u00e8 un limite della DaD, bens\u00ec dello strumento utilizzato per la valutazione. Non si deve ritenere che certi strumenti, come, ad esempio, la batteria di 30 domande a risposta chiusa, siano strumenti perfetti in classe e non funzionino in DaD. Questi strumenti presentano grossi problemi di attendibilit\u00e0, spesso anche rispetto alla stessa costruzione degli indicatori, sicuramente rispetto alla possibilit\u00e0 che i risultati possano essere \u201cinquinati\u201d. Detta brutalmente: gli studenti sanno benissimo come copiare quando devono fare \u201cuna verifica con le crocette\u201d. Semmai la DaD rende tutto ci\u00f2 pi\u00f9 facile, se usata in modo inappropriato, ma non \u00e8 un limite della DaD. Sarebbe decisamente pi\u00f9 utile ricorrere ad altri strumenti per valutare, basati sull\u2019osservazione strutturata dei lavori dei ragazzi, oppure sulla loro presentazione di argomenti o progetti. Tutta una serie di strumenti di valutazione ben noti che andrebbero maggiormente inseriti nella tradizionale didattica in presenza e che, questo s\u00ec, potrebbero funzionare bene anche in DaD.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi, grazie DaD per aver costretto molti docenti a meditare sugli strumenti per la valutazione!<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Conclusione del discorso.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che ho cercato di dimostrare \u00e8 che la DaD non fornisce alcun contributo migliorativo al funzionamento della scuola. Pu\u00f2 costituire una soluzione di emergenza, ottiene anche risultati interessanti in merito alla diffusione di metodologie e strumenti importanti, che comunque andrebbero perseguiti a prescindere dalla DaD.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrebbe benissimo essere utilizzata per un ampliamento dell\u2019offerta scolastica, come, ad esempio, per gestire sportelli pomeridiani di recupero, interventi ad personam o per piccoli gruppi, per attivit\u00e0 su progetti che fanno parte del POF. Pu\u00f2 essere utilizzata, in casi ben precisi e senza generalizzazioni, per interventi di supporto a studenti BES o per gestire problematiche di inclusione. In tutti i casi in cui si tratta di andare oltre il tradizionale orario di lezione, la DaD pu\u00f2 consentire di farlo con efficienza e senza un eccessivo impiego di risorse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per estensione, penso allo smart-working, la comunicazione a distanza pu\u00f2 andare bene anche per riunioni di dipartimento, consigli di classe e tanti altri momenti di incontro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non pu\u00f2 sostituire la didattica in presenza. Rispetto a questa, la DaD perde il confronto, offre molto meno, e sarebbe una menomazione delle potenzialit\u00e0 che offre la scuola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E tutto ci\u00f2 a prescindere da dati scientifici, che spero arrivino presto dalla ricerca pedagogica, in termini di effetti sull\u2019apprendimento, sullo stress, sull\u2019efficacia del lavoro di docenti e studenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Eppure, nonostante tutto, alcuni istituti italiani stanno interpretando l\u2019indicazione contenuta nelle linee guida come un obbligo di introdurre alcune ore di didattica a distanza in sostituzione della didattica in presenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Niente di pi\u00f9 sbagliato: questo obbligo non solo non \u00e8 contenuto nelle linee guida, ma non \u00e8 neanche una buona idea <strong>affermare il principio che la DaD possa tranquillamente sostituire la didattica in presenza. E\u2019 un principio pericoloso, che non sappiamo dove possa condurre.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente \u00e8 importante che le scuole sperimentino (magari una settimana a quadrimestre) momenti di DaD che riguardino tutte le discipline e per l\u2019intero quadro orario, ma solo allo scopo di essere pronti a fronteggiare un possibile nuovo scenario di lockdown, non certo per affermare che la DaD possa sostituire la didattica in presenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se una tale sostituzione fosse possibile, se le \u201cvideoconferenze\u201d potessero veramente sostituire la vita in classe, non sarebbe forse pi\u00f9 economico e conveniente sostituire gli insegnanti di Storia con i documentari della Rai, e magari ridurre la scuola solo a qualche esperienza pratica in qualche laboratorio attrezzato? Per\u00f2 a quel punto il lavoro a scuola resterebbe senza pi\u00f9 nessun nesso interdisciplinare e nessuna didattica partecipativa, con buona pace della grande Scuola Pubblica che ha costruito l\u2019Italia e gli italiani!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io, al contrario, la penso come il Presidente Mattarella: <\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201cle scuole chiuse sono una ferita per tutti\u201d (27 aprile 2020, in pieno lockdown) oppure \u201cLa comunit\u00e0 della scuola \u00e8 risorsa decisiva per il futuro della comunit\u00e0 nazionale, proprio in quanto veicolo insostituibile di socialit\u00e0 per i bambini e i ragazzi: ne comprendiamo ancor pi\u00f9 l\u2019importanza dopo le chiusure imposte dalla pandemia.\u201d <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=LfmRRBoSfzg\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">(31 agosto 2020, discorso per celebrare i 150 anni di Maria Montessori)<\/a>.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-ast-global-color-0-color has-nv-light-bg-background-color has-text-color has-background wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.glistatigenerali.com\/innovazione_scuola\/dad-e-didattica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Pubblicato su GSG, 5 Settembre 2020<\/a><\/p>\n<p>Views: 480<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019emergenza Covid ha impresso una accelerazione ad alcuni processi gi\u00e0 in atto nella scuola, ed \u00e8 opportuno avviare una riflessione in tal senso, in ragione dell\u2019importanza che la Scuola Pubblica riveste nel nostro ordinamento, sia come strumento di formazione e&#8230; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/dad-e-didattica\/\">Continua a leggere &rarr;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-24","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-didattica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":49,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24\/revisions\/49"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}