{"id":146,"date":"2017-10-20T12:52:17","date_gmt":"2017-10-20T12:52:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/?p=146"},"modified":"2022-08-15T12:52:35","modified_gmt":"2022-08-15T12:52:35","slug":"valutazione-perche-e-in-che-modo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.profsalzano.it\/blog\/valutazione-perche-e-in-che-modo\/","title":{"rendered":"Valutazione: perch\u00e9 e in che modo?"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Questo contributo \u00e8 relativo al sistema di valutazione nella scuola, intendendo la valutazione sotto due aspetti: sistema nel complesso e singoli attori che vi operano.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Un sistema di valutazione \u00e8 fortemente connesso allo stesso concetto di autonomia scolastica. Ci sono alcune ragioni di ordine generale che valgono per qualsiasi sistema, e, in particolare per quanto attiene a sistemi sociali, possiamo cos\u00ec riassumerle:<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p class=\"western\">se non controlli l\u2019esito delle tue azioni, non sei responsabile, e se non sei responsabile non sei autonomo;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">senza autonomia la scuola diventa un luogo dove le energie migliori sono imbrigliate e mortificate, un luogo di trasmissione burocratica di scelte fatte altrove<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">se vogliamo che la scuola svolga la sua funzione al meglio, dobbiamo darle autonomia, ma occorre anche che un sistema tanto complesso non vada fuori controllo;<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p class=\"western\">la valutazione serve quindi a far funzionare al meglio il sistema scuola, correggendo gli errori e propagando le \u201cbuone pratiche\u201d<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Un sistema di valutazione \u00e8 importantissimo e necessario per la bont\u00e0 della Scuola Pubblica.<\/p>\n<h3>INVALSI e valutazione<\/h3>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Sembra per\u00f2 che il sistema di valutazione della Scuola Italiana sia ormai ridotto esclusivamente a test INVALSI e pagelline del dirigente. Questo \u00e8 forse uno dei frutti pi\u00f9 velenosi contenuti nella legge 107.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Sull'(in)efficacia e l'(in)utilit\u00e0 degli INVALSI hanno scritto in parecchi, ma credo che pi\u00f9 di tutti valga la pena leggere quanto ha scritto il primo presidente dell\u2019INVALSI (fino al 2001) e uno dei pilastri della pedagogia italiana, Benedetto Vertecchi\u00a0 (\u00a0<a href=\"http:\/\/www.flcgil.it\/rassegna-stampa\/nazionale\/test-invalsi-e-proprio-valutazione.flc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.flcgil.it\/rassegna-stampa\/nazionale\/test-invalsi-e-proprio-valutazione.flc<\/a>\u00a0)<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Su questo argomento vorrei solo aggiungere una considerazione.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\"><b>E\u2019<\/b><b>\u00a0<\/b><b>sicuramente buona cosa avere un efficace<\/b><b>\u00a0sistema di valutazione per la\u00a0<\/b><b>scuola,<\/b>\u00a0intesa anche come singola realt\u00e0 operante in un territorio, che individui i punti di criticit\u00e0 negli istituti e nelle singole classi, segnalandoli in primis ai docenti che ne sono interessati e quindi anche ai loro studenti.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Gli istituti scolastici hanno bisogno di sapere in che modo stanno operando, per potersi porre obiettivi e quindi verificarli.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">E ci\u00f2 pu\u00f2 poi essere riportato ad un contesto territoriale pi\u00f9 ampio, per poter orientare le politiche nazionali sulla Scuola, per capire dove occorre investire di pi\u00f9 e, dove occorre, eventualmente anche sanzionare comportamenti non adeguati<i>. Occorre per\u00f2 constatare che i test INVALSI, come sono concepiti adesso, non vanno in questa direzione:\u00a0<\/i><i>semplicemente tentano di ricavare un giudizio sulla bont\u00e0 di un istituto attraverso dei test su conoscenze di base che fotografano solo una situazione istantanea, che non viene seguita nel tempo, e non riguarda n\u00e9 la totalit\u00e0 dell\u2019azione dell\u2019istituto n\u00e9 lo svolgimento del processo educativo.<\/i><\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\"><b>Eppure\u00a0<\/b><b>l\u2019<\/b><b>INVALSI (inteso come istituto)\u00a0<\/b><b>avrebbe comunque un ruolo importante<\/b><b>.<\/b>\u00a0Lo scopo dell\u2019INVALSI potrebbe essere quello di produrre test e materiali di valutazione sulle discipline per ogni ordine di scuola (quindi non solo italiano, matematica e, forse, inglese, ma anche elettronica, topografia, sistemi, chimica, economia etc etc\u2026). Attraverso un lavoro a campione, incrociando sia gli obiettivi ministeriali che i programmi effettivamente svolti, si potrebbero costruire verifiche, griglie di correzione, test, prove strutturate e non, corredate da soluzioni e dati circa i livelli rilevati su base nazionale.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Questi materiali dovrebbero essere messi a disposizione degli insegnanti come strumento per il loro agire quotidiano, un aiuto ad orientarsi nel loro percorso. Una cosa intelligente sarebbe che l\u2019INVALSI li mettesse a disposizione sul suo sito, magari anche con un sistema di e-learning, e consentisse ai colleghi che lo vogliono di utilizzarle come verifiche dei prerequisiti e del raggiungimento dei livelli minimi. In questo modo ciascun docente li potrebbe utilizzare per sapere se sta procedendo secondo quelli che sono degli standard di livello nazionale e, in caso contrario, intervenire sulla propria classe.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Si passerebbe cos\u00ec da test \u201ca tappeto\u201d, costosi e, tutto sommato, poco indicativi in quanto focalizzati solo su un aspetto limitato della realt\u00e0 scolastica, a indagini campionarie finalizzate a produrre strumenti di lavoro che dovrebbero uniformare il funzionamento della scuola sul territorio.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Periodicamente potrebbero essere effettuate delle indagini campionarie per validare gli strumenti e adeguarli alle mutate esigenze.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Si tratterebbe di un lavoro di ricerca specialistico, che potrebbe addirittura incrementare l\u2019importanza di INVALSI nel sistema scolastico italiano.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Quindi, in sintesi, l\u2019INVALSI andrebbe utilizzato come sistema per fornire strumenti di lavoro e di valutazione ai docenti e alle scuole, e parallelamente, in grado di ricavare, a campione, il quadro della situazione del sistema scuola italiano.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Si potrebbe poi lasciare ai singoli istituti il compito di autovalutare le proprie prestazioni, utilizzando la combinazione di strumenti ritenuto pi\u00f9 opportuno fra quelli messi a disposizione da INVALSI.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Chi, scuola o singolo docente che sia, lavora onestamente ne trarrebbe certamente vantaggio dal rendersi conto che i propri studenti non raggiungono l\u2019asticella dei contenuti minimi, traendone anche indicazioni immediatamente operative su come migliorare.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Chi non lavora onestamente (e non sono poi tantissimi, contrariamente a quanto viene raccontato in giro) probabilmente continuerebbe a farlo fino a quando un giorno, speriamo non lontano, gli arrivi in classe un pool di ispettori che lo mette sotto il microscopio, ad esempio secondo il modello utilizzato in Francia.<\/p>\n<h3>Merito, meritocrazia, competizione e collaborazione<\/h3>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Qui si tocca un secondo aspetto del meccanismo autonomia-valutazione:\u00a0<b>il riconoscimento dell\u2019impegno di chi lavora nella scuola.<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">La parola \u201cmeritocrazia\u201d \u00e8 fuori dalla mia portata ideale. Non so bene cosa significhi. Ritengo che ciascun lavoratore, in qualsiasi settore, debba fare quanto gli viene richiesto con zelo, competenza, onest\u00e0. Poi, ovviamente, sta nelle disponibilit\u00e0 individuali, soprattutto in un contesto come la scuola, metterci quell&#8217;impegno e quella passione in pi\u00f9 che possono rappresentare un importante valore aggiunto.<\/p>\n<p data-adtags-visited=\"true\">Le differenze che la natura crea fra gli individui non possono essere motivo di \u201cpremio\u201d da parte della societ\u00e0. Se ad insegnarmi \u201cFisica\u201d ho la fortuna di avere Albert Einstein, ne sar\u00f2 ben felice, ma il buon Albert non avrebbe nessun motivo di essere pagato di pi\u00f9 del suo pi\u00f9 modesto collega Antonio Rossi, fermo restando che entrambi si impegnino con zelo nei limiti delle loro potenzialit\u00e0 e degli obblighi derivanti dal loro contratto di lavoro.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\"><strong>Voglio per\u00f2 accettare la sfida lanciata dai cultori del \u201cmerito\u201d e provare ugualmente a ragionare sul concetto di \u201cmeritocrazia\u201d.<\/strong><\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Cominciamo, ovviamente, con l\u2019eliminare il suffisso \u201c<i>crazia<\/i>\u201d: la scuola deve essere governata secondo i principi della Costituzione e dagli organi previsti dalle leggi, e da nessun altro, che si tratti di\u00a0<i>merito<\/i>\u00a0o qualsiasi altra cosa. Comunque non credo che nessuno, dotato di normale intelletto, abbia mai inteso dire che nella scuola debbano comandare i pi\u00f9 meritevoli e capaci. Quindi \u201c<em>crazia<\/em>\u201d non significa \u201cgoverno\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Se con \u201cmeritocrazia\u201d intendiamo\u00a0<i>\u201c<\/i><i>mettere gli individui in competizione gli uni con gli altri\u00a0<\/i><i>per spingerli a dare di pi\u00f9<\/i><i>\u201d<\/i>, alettandoli con un premio in denaro, allora questo non solo non rientra nella finalit\u00e0 di un sistema di valutazione volto a far meglio funzionare la scuola, ma addirittura, in un contesto in cui il lavoro di equipe \u00e8 fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi didattici e pedagogici, diventa controproducente. Affermare che la competizione fra gli individui, in un contesto in cui si deve lavorare in modo coordinato per motivare e far crescere degli adolescenti, possa migliorare il processo ed il risultato, significa non conoscere neanche lontanamente come lavora un gruppo di insegnanti in un consiglio di classe.\u00a0<b>L\u2019idea del premio al merito \u00e8 una scelta dettata da una pura visione ideologica del rapporto fra individui<\/b>.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Se per \u201c<i>meritocrazia<\/i>\u201d intendiamo invece \u201c<i>mobilitare le energie migliori e stimolare ciascuno a dare il massimo di s\u00e9<\/i>\u201d,\u00a0<u><b>sempre e solo nell\u2019ottica di un contributo individuale al funzionamento di un collettivo<\/b><\/u>, allora la parola \u201cmeritocrazia\u201d assume un significato positivo. Deve essere privilegiato un sistema scuola in cui ciascuno dia il massimo di s\u00e9, nell\u2019ambito del proprio lavoro. Questo pu\u00f2 essere reso possibile dall\u2019autonomia organizzativa, che dovrebbe eliminare gli ostacoli che si oppongono alla sperimentazione e alla creativit\u00e0 degli insegnanti. Non va per\u00f2 dimenticato che in un contesto lavorativo occorre adeguatamente motivare le scelte di impegno sia qualitativo che quantitativo. E\u2019 normale e giusto: nessuno fa niente per niente, ma come farlo senza ricadere nella trappola del \u201cpremio al pi\u00f9 meritevole\u201d?<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Se l\u2019autonomia, per funzionare, ha la necessit\u00e0 di mobilitare e incentivare le risorse migliori della scuola, occorre prestare molta attenzione al modo in cui ci\u00f2 viene fatto. Un sistema di valutazione della professionalit\u00e0 e del lavoro docente potrebbe anche servire in tal senso.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Affinch\u00e9 ci\u00f2 si avveri occorre allora puntualizzare alcuni aspetti negativi della legge 107 e del dibattito che in generale si \u00e8 fatto sulla valutabilit\u00e0 del lavoro docente.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Cerchiamo di capire cosa \u00e8 veramente questo \u201cmerito da premiare\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Innanzitutto si \u00e8 troppo insistito sulla necessit\u00e0 di premiare il lavoro accessorio dei docenti: sembra che un bravo docente sia quello che passa pi\u00f9 ore a scuola o che partecipa a \u201ctanti progetti\u201d. Non \u00e8 vero: il focus dell\u2019attivit\u00e0 del docente \u00e8 seguire gli studenti, motivarli, adottare stili di insegnamento quanto pi\u00f9 possibile personalizzati e adattati ai contesti.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Il docente deve lavorare per gli studenti e con gli studenti, non deve passare il proprio tempo a fare il sito per la scuola o il segretario tuttofare del dirigente. Per quello, semmai, si prevedano figure apposite. Magari anche reclutandole fra gli stessi docenti, ma\u00a0<strong>sottraendoli<\/strong>, a quel punto, all&#8217;attivit\u00e0 di insegnamento, <strong>anche solo per periodi limitati e magari non in modo totale<\/strong>. Mi spiego con un esempio: se si ritiene che in una scuola sia necessario portare avanti un progetto sulla legalit\u00e0 che implica una gran mole di lavoro aggiuntivo si pu\u00f2 benissimo, con l\u2019organico dell\u2019autonomia, prendere un docente che insegna \u201cDiritto\u201d, esonerarlo dal 50% del proprio monte ore e assegnargli il compito di occuparsi del progetto legalit\u00e0, per due, tre o dieci anni. Senza prevedere nessuna variazione stipendiale, ma semplicemente utilizzando in modo diverso parte del suo monte ore. Sostenere invece che per 500 euro in pi\u00f9 l\u2019anno si possa fare di tutto e di pi\u00f9,\u00a0<u>senza danno alcuno per il lavoro con gli studenti, significa non conoscere la realt\u00e0<\/u>.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">In secondo luogo c\u2019\u00e8 un annoso dibattito sulla possibilit\u00e0 di distinguere un docente \u201cmigliore\u201d da un altro. L\u2019accademia su questo non \u00e8 per niente concorde. Il lavoro del docente \u00e8 troppo ricco di variabili che ne influenzano il risultato per poter pensare ad un meccanismo di valutazione semiautomatico fatto con griglie e indicatori pseudo oggettivi. C\u2019\u00e8 per\u00f2 una cosa su cui tutti sono pi\u00f9 o meno d\u2019accordo: ci sono effettivamente docenti che per il loro modo di lavorare sono capaci di motivare e stimolare gli studenti, ottengono i risultati migliori (non nel senso dei test INVALSI, ma nel senso di sviluppare nei discenti quelle soft skills di cui tanto si parla in Europa), hanno una esperienza e una preparazione che fa la differenza, e ci\u00f2 indipendentemente che lavorino in comodi contesti liceali delle grandi citt\u00e0 piuttosto che in un istituto professionale della pi\u00f9 remota periferia. Un tempo ci si riferiva a costoro come \u201ci docenti per vocazione\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Queste persone vanno incentivate, attivate, devono diventare il motore trainante dell\u2019istituto in cui lavorano. Come riconoscerli? Come incentivarli?<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Circa il primo punto mi pare che la risposta sia abbastanza semplice. Non occorre inventare nulla di nuovo, ma \u00e8 sufficiente guardare alle migliori esperienze in ambito europeo. Penso che un pool di ispettori, che segua il lavoro del docente nell\u2019arco, poniamo, di una settimana, sia in grado di cogliere tutti quegli aspetti qualitativi che fanno la differenza. E\u2019 il sistema in funzione in Francia, da anni, con ottimi risultati. A parte i casi in cui gli ispettori vengono chiamati per presunti gravi carenze del docente, meno di quanto si possa credere, in realt\u00e0 in Francia sono gli stessi docenti a chiedere di essere sottoposti alla visita ispettiva, perch\u00e9 da questa conseguono anche avanzamenti di carriera o riconoscimenti. Mi rendo conto che un sistema di ispettori \u201calla francese\u201d costa, ma stiamo parlando proprio del fatto che occorre investire sulla scuola pubblica.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Il secondo punto \u00e8 strettamente discendente da quanto appena detto: come li incentiviamo? Occorre pensare ad una carriera per i docenti. E\u2019 sicuramente sbagliato pensare che la carriera possa essere soltanto una serie di scatti di anzianit\u00e0 totalmente automatici, tuttavia, in una professione in cui l\u2019esperienza conta, forse molto pi\u00f9 che in altri settori, occorre comunque tener conto dell\u2019anzianit\u00e0. Si potrebbe quindi pensare ad una carriera ibrida: prevedere una decina di livelli professionali, che maturerebbero comunque ogni quattro anni, con la possibilit\u00e0 di accelerare la progressione della carriera sottoponendosi, non prima di due anni dall&#8217;ultimo avanzamento di posizione, ad un esame che parta da una relazione della propria attivit\u00e0 didattica nel biennio e sia corredato da una interazione con gli ispettori e il comitato di valutazione. In sostanza che ritiene di \u201cdare di pi\u00f9\u201d qualitativamente, potrebbe far valutare il proprio lavoro e progredire pi\u00f9 rapidamente negli scatti stipendiali.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">In aggiunta a questa ipotesi, potrebbe altres\u00ec essere affidata agli organi di gestione di ciascuna scuola (rilanciando il ruolo del Comitato di valutazione) la possibilit\u00e0 di differenziare le mansioni, anche come meccanismo di riconoscimento di attitudini particolari. L\u2019esempio che ho portato prima, sul progetto legalit\u00e0, ne \u00e8 una testimonianza, ma si potrebbero inventarne tanti altri, come, ad esempio, prendere docenti particolarmente esperti e stimati e utilizzarli per affiancare docenti giovani, con un mix di compresenza e tutoraggio. Sarebbe questo anche un modo efficace per rispondere al problema dell\u2019allungamento dell\u2019et\u00e0 pensionistica. Sicuramente un docente di sessant&#8217;anni pu\u00f2 essere molto pi\u00f9 utile nel trasmettere ai pi\u00f9 giovani le proprie competenze che non essere impiegato per il 100% del proprio tempo in classi che spesso diventano sempre pi\u00f9 problematiche. Tutto questo, in presenza di un organico dell\u2019autonomia, pu\u00f2 essere fatto senza particolari costi aggiuntivi.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">In conclusione, per ridare slancio alla scuola, orientarla e valorizzare le energie che essa sicuramente ha al suo interno, si potrebbe prevedere un mix di strumenti, dall\u2019INVALSI all&#8217;ispettorato fino alle singole unit\u00e0 scolastiche, ciascuno inquadrato con compiti ben precisi e coordinato.<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">L\u2019obiettivo \u00e8 quello di ridare efficienza al sistema scuola nel complesso, stimolando i docenti alla collaborazione finalizzata al miglioramento complessivo del sistema e fornendo al sistema Paese anche un rendiconto pi\u00f9 realistico del funzionamento della Scuola. L\u2019obiettivo ultimo non \u00e8 quello di individuare qualcuno da premiare e altri da punire, ma quello di far migliorare tutto il sistema, portandolo a raggiungere gli obiettivi fissati dalle necessit\u00e0 del Paese. In fondo, questo \u00e8 anche lo stesso spirito con cui opera ciascun singolo docente nei confronti della propria classe: nessun docente entra in classe con l\u2019obiettivo di individuare i bravi e bocciare gli altri!<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Anzi, un sistema di valutazione dovrebbe servire proprio per individuare le realt\u00e0 pi\u00f9 problematiche per poter investire maggiormente in esse: non vanno premiate le scuole migliori, ma vanno aiutate quelle che hanno pi\u00f9 problemi. Infatti \u00e8 o non \u00e8 \u201c<i>compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l\u2019eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana<\/i>\u201d?<\/p>\n<p class=\"western\" data-adtags-visited=\"true\">Invece l\u2019architettura prevista dalla legge 107, con i test a tappeto e inseriti negli esami di fine ciclo, i premi ai docenti fedeli, la mortificazione dell\u2019esperienza, l\u2019incentivo alle scuole progettificio, ha come risultato quello di affossare la scuola pubblica: invece di investire veramente nella valutazione di sistema lo si abbandona in una innaturale logica di competizione suicida. Poi, chi vorr\u00e0 una preparazione migliore, potr\u00e0 bene andare in scuole private, dove verranno garantiti livelli superiori, ma a pagamento!<\/p>\n<p>Views: 375<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo contributo \u00e8 relativo al sistema di valutazione nella scuola, intendendo la valutazione sotto due aspetti: sistema nel complesso e singoli attori che vi operano. Un sistema di valutazione \u00e8 fortemente connesso allo stesso concetto di autonomia scolastica. 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